"Revolution" di Marcello Vitale. Il racconto di un magistrato

31 maggio 2014, Micaela Del Monte
In occasione della pubblicazione del libro "Revolution", un romanzo su un'avvincente storia d'amore nella Torino del '68, IntelligoNews ha contattato l'autore del libro, il Dott. Marcello Vitale, magistrato della Corte di Cassazione e già Presidente della Prima Sezione Penale della Corte di Appello di Roma. 

Ha svolto la sua attività di sostituto Procuratore della Repubblica a Torino nel '68. Una data e un luogo che, immaginiamo, abbiano influenzato parecchio il suo libro... 

«Hanno influenzato parecchio, essendo Pm in quel periodo ho avuto la possibilità di parlare con degli studenti che in quegli anni erano in carcere e ho potuto vivere in prima persona quello che accadeva. Poi con la riforma Gelmini ci sono stati degli scontri tra gli studenti e le forze dell'ordine (con l'inserimento anche dei Black Block) e un po' è tornato alla mente quello che fu il '68, per questo ho colto l'occasione per parlare di quel periodo che in certo senso è tornato un argomento attuale».  

'Revolution' di Marcello Vitale. Il racconto di un magistrato
Nel libro si richiamano delle storie criminali dove organizzazione 'ndranghetistiche e politica interloquiscono. Quanto c'è di reale? Quei rapporti hanno un po' anticipato quelli di oggi?

«Beh, sicuramente. Oggi i rapporti tra "pezzi" dello Stato e associazioni a delinquere sono tornate di moda. Io comunque ho lavorato anche in Calabria e lì ho avuto a che fare molto con la 'Ndrangheta. Mi hanno anche dato una scorta perché in quel periodo avevo sequestrato parecchie cose e ne ho arrestati tanti, ricevetti anche delle minacce. Nel libro stesso la questione viene affrontata attraverso un continuo dialogo tra queste due realtà, nonostante però non sia l'argomento centrale. Perché sì ho voluto parlare di quello che erano i movimenti del '68, però dando rilevanza maggiore alla storia d'amore che ne era nata. Perché la storia che ho scritto non vuole essere un saggio su quello che accadeva a Torino in quell'anno, ma piuttosto un romanzo che descrive in modo più ampio come si vedeva la vita in quel momento». 

 
'Revolution' di Marcello Vitale. Il racconto di un magistrato
Dalle proteste di allora a quelle di oggi cosa è cambiato?

«Fortunatamente non siamo proprio ai livelli del '68, questo anche perché c'è l'Europa che tutela il nostro Paese che ha l'obbligo di allinearsi a tutti gli altri. In quegli anni c'era il terrorismo, c'erano degli scontri che oggi non sono più permessi e non vengono tollerati. Credo e spero che la situazione non arrivi mai ad essere com'era prima. Anche perché l'Italia e i giovani italiani sono cambiati parecchio. Nonostante forse la precarietà dei ragazzi sia quasi la stessa oggi i giovani non hanno più ideali, non hanno sogni e speranze e non sono interessati a cambiare le cose. Questo fondamentalmente è uno dei motivi per cui il '68, per fortuna, non tornerà mai. I giovani sono molto più cinici, magari condividono pensieri e ideali tipici di quel periodo, come l'aborto, il femminismo e la lotta contro l'autoritarismo dei professori universitari, ma non hanno più la voglia e l'interesse di agire per cambiare le cose. Forse è colpa della nostra generazione che ha influito molto su questo aspetto, forse siamo stati noi a togliere la voglia di sognare e mentre noi abbiamo cambiato l'Italia con le nostre battaglie si rischia che questa "apatia" le cose vadano diversamente...».
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]