Sisal al Fondo Lussemburghese Cvc: 1mld per il “gaming” storico italiano

31 maggio 2016 ore 7:51, Luca Lippi
CVC Capital Partners subentra in Sisal dopo aver vinto la concorrenza del fondo Apollo.  Uno dei principali attori sul mercato italiano dei giochi e dei servizi di pagamento. CVC ha annunciato di aver firmato un accordo per acquisire Sisal da Apax Partners, Permira e Clessidra. 
Un'operazione da 1 miliardo di euro che sarà finalizzata entro settembre. Superata la concorrenza del fondo Apollo, il cui nome era finito nei giorni scorsi nelle indiscrezioni della stampa nazionale.
Sisal è stata fondata nel 1946 ed è stata la prima società italiana attiva nel settore del gaming come concessionario dello Stato. La rete di Sisal vanta 45.000 punti vendita e offre ben 500 servizi di pagamento con 2.000 dipendenti.
CVC è già attiva nel settore gaming avendo in portafoglio William Hill, Sky Bet e Tipico. Per il fondo di private equity si tratta della terza acquisizione di rilievo dopo Cerved (1 miliardo di euro) e Doc generici (650 milioni). 

Sisal al Fondo Lussemburghese Cvc: 1mld per il “gaming” storico italiano

L’operazione segue a quella già consumata di fusione fra Gamenet e Intralot. Solo un paio di anni fa Sisal aveva tentato una quotazione in Borsa saltata all'ultimo momento. Nel 2014, il volume di affari di Sisal si aggirava sui 14miliardi.
La Cvc è una società con sede in Lussemburgo specializzata nei settori di private equity e hedge funds, il suo valore di mercato supererebbe i 40 miliardi di dollari statunitensi. La logica conseguenza è che la strategia di privatizzare per fare cassa procura una dissonanza nelle questioni di logica fiscale giacché le società subentranti sono fiscalmente collocate in aree geografiche a fiscalità agevolata.
Il fondo vanta un'esperienza nel settore dei giochi grazie agli investimenti effettuati in Sky Bet (UK), Tipico (Germania) e anche nel colosso William Hill.
Per Cvc si tratta della terza acquisizione di rilievo dopo Cerved, del valore di 1,13 miliardi, e la farmaceutica Doc Generici, lo scorso marzo, da 650 milioni di euro.

autore / Luca Lippi
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