Ttip “pubblico” per i parlamentari, ma senza telefonino

31 maggio 2016 ore 12:33, Luca Lippi
Disponibile nella sala lettura istituita al ministero dello Sviluppo Economico da ieri tutta la documentazione relativa al Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership). La documentazione è stata messa a disposizione dei parlamentari e dei funzionari governativi per la prima lettura. 
Dunque sono stati resi pubblici solamente ieri (30 maggio) di conseguenza sorge spontanea la domanda: ma di cosa si è parlato fino ad ora? 
Il Mise ha reso nota la disponibilità a prolungare l'orario di consultazione rispetto a quello attuale e le postazioni disponibili, quindi è una cosa seria e soprattutto un evento, peccato che la maggior parte delle trasmissioni di talk sono in chiusura per la pausa estiva e quindi il rischio che i cittadini capiscano di cosa si parli realmente rischia di slittare a dopo l’estate, forse quando i giochi sono già stati fatti.

Ttip “pubblico” per i parlamentari, ma senza telefonino

Che cos'è il Ttip? Il Ttip è un trattato di liberalizzazione commerciale transatlantico che ha l’intento dichiarato di modificare regolamentazioni e standard (le cosiddette “barriere non tariffarie”) e di abbattere dazi e dogane tra Europa e Stati Uniti rendendo il commercio più fluido e penetrante tra le due sponde dell’oceano. 
Questo trattato, che viene negoziato in segreto tra Commissione UE e Governo USA, vuole costruire un blocco geopolitico offensivo nei confronti di Paesi emergenti come Cina, India e Brasile creando un mercato interno tra noi e gli Stati Uniti le cui regole, caratteristiche e priorità non verranno più determinate dai nostri Governi e sistemi democratici, ma modellate da organismi tecnici sovranazionali sulle esigenze dei grandi gruppi transnazionali.
Questa è solamente la piattaforma generale, poi sulle specifiche condizioni dobbiamo necessariamente prendere visione dei documenti esattamente come stanno facendo in queste ore parlamentari e funzionari governativi.
Una curiosità che fa pensare emerge da quanto si legge nella nota del Ministero dello Sviluppo Economico: “per la prima volta, documenti riservati relativi a un accordo commerciale internazionale possono essere consultati prima della conclusione del negoziato. In considerazione dell'impegno assunto dalla commissione europea per garantire la massima trasparenza e diffusione delle posizioni nell'ambito del negoziato in atto tra Unione Europea e Stati Uniti e del ruolo assunto dal ministero dello Sviluppo Economico quale capofila nazionale nella formazione, il ministro Carlo Calenda ha firmato la direttiva con la quale viene definita la modalità di accesso alla sala lettura con disposizioni organizzative mutuate dalle esperienze sovranazionali e in uso negli altri Paesi interessati".
Ancora maggiore perplessità emerge dalla gestione delle modalità di accesso alla documentazione, al momento sono previsti due turni al mattino e due al pomeriggio (dalle ore 10 alle 11 e dalle 11.15 alle 12.15. Nel pomeriggio dalle ore 14 alle 15 e dalle 15.15 alle 16.15). Coloro che accedono, è stato aggiunto dal ministero, "sono tenuti a rispettare le regole di sicurezza e a non introdurre nella sala lettura cellulari, smartphone o altri dispositivi in grado di riprodurre o registrare immagini o parole".
Ma perché tanta segretezza se l’accordo è stato assunto e pianificato da due Democrazie mature e di indubbio spessore morale, oltretutto con l’impegno assunto da rappresentanti regolarmente eletti dai popoli?

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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