Roma, Livia Turco risponde a Grillo: "Chiami me per il reddito minimo"

31 maggio 2016 ore 12:37, Andrea De Angelis
"Il candidato di Renzie a Roma Giachetti ha fatto una minaccia ai romani: la piddina Livia Turco assessore, quella del "Se i politici rubano è perche hanno preso il cattivo esempio dagli italiani" e che l'altro giorno diffamava il M5S in diretta tv. I giovani forse non sanno neppure chi sia, quando lei ha iniziato a far parte della casta molti neppure erano nati. Ha fatto in tutto sei legislature, la prima nel lontano 1987, quando al governo c’erano Goria, De Mita e Andreotti...". Così sul blog di Beppe Grillo l'attacco pentastellato a Livia Turco, designata da Giachetti futuro assessore capitolino in caso di una sua vittoria alle elezioni comunali. IntelligoNews ha chiamato l'ex ministro Turco che ha risposto per le rime a Grillo...

Attacco 5 Stelle sul blog di Beppe Grillo a suon di date, anni trascorsi in Parlamento e pensioni. Per fare buona politica basta essere giovani, serve solo lo spirito di rinnovamento?
"Per fare una buona politica serve molta competenza. Ho detto di sì a Giachetti perché mi ha chiesto di dare una mano sul sociale sulla base della mia competenza e io rispondo con i fatti. Cito soltanto alcune delle leggi che ho fatto e che quando vado al mercato, non so se Grillo va al mercato ma io sì, la gente si ricorda. L'assegno di maternità per le casalinghe disoccupate e le studentesse quando hanno un figlio di 1.500 euro; l'assegno al terzo figlio; il congedo pagato fino a due anni per i genitori che hanno disabilità grave e gravissima; la legge per l'inserimento lavorativo per le persone disabili e poi guarda guarda, il reddito minimo di inserimento! Lo feci durante il Governo Prodi, lo sperimentai in tante città e lo scrissi in una legge che sostituisce la legge Crispi del 1891, la legge quadro sulle politiche sociali. Grazie a quella legge, dico queste cose perché Grillo non le sa, il reddito di inserimento fa parte del nostro ordinamento. C'è poi un piccolo particolare: la destra, rispetto alla quale lui è molto tenero, ha deciso di boicottare quella legge e in particolare il reddito minimo di inserimento. Ma se lui va all'articolo 38 della legge lo trova". 

Insomma, quando i grillini parlano di reddito minimo più che attaccarla magari dovrebbero farle una telefonata?
"Se mi fanno una telefonata io gli racconto dell'esperienza di Napoli che facemmo con Bassolino sindaco nel quartiere Spagnoli dove il reddito fu presentato così: 'Care mamme, voi dovete mandare i vostri figli a scuola perché nel quartiere c'è un elevato abbandono scolastico, e noi vi daremo un reddito'. Bene, quella esperienza funzionò lì, a Reggio Calabria e in tante realtà del Mezzogiorno e non solo. Certo, è difficile farlo perché non basta dare un reddito, ma serve l'inserimento attivo". 

Ovvero?
"Occorre che i Comuni siano capaci, abbiano le competenze, gli aiuti da parte dello Stato per fare questo inserimento attivo. E ancora, tornando alla mia esperienza, potrei citare le misure prese da ministro della Salute, quando con il Governo Prodi aumentammo di 7 miliardi, e sottolineo sette, le risorse per i livelli essenziali di assistenza, per gli investimenti della Sanità, per la ricerca. Finanziammo i consultori, difendemmo la 104, ci occupammo dei malati di Sla, del fine vita e poi facemmo una legge importantissima contro il dolore, per la dignità del fine vita. Orgogliosamente mi sono poi occupata dei diritti dei migranti. Sì, sono orgogliosa di avere messo una firma insieme a quella di Giorgio Napolitano e di aver lavorato per la prima legge organica sull'immigrazione che ha fatto scuola in Europa e che tra le altre cose contiene una norma che mi sta molto a cuore: quella che combatte la tratta degli esseri umani. Quelle donne che venivano in Italia pensando di trovare lavoro e finivano ridotte in schiavitù, costrette a fare le prostitute. Grazie all'articolo 18 contenuto in quella legge si sono salvate tante vite umane. E potrei proseguire, ma qui mi fermo e vorrei una pagella da parte di Grillo sulle cose fatte". 

Roma, Livia Turco risponde a Grillo: 'Chiami me per il reddito minimo'
Quella schiavitù di cui parla anche Papa Francesco. Le chiedo allora quanto sia difficile per un politico cattolico coniugare religione ed etica religiosa con crescita e progresso.
"La ragione che mi ha fatto dire di sì a Giachetti è l'inizio del suo programma dove c'è scritto che la lotta alle disuguaglianze è fondamentale per rimettere in moto la crescita e lo sviluppo. Le politiche sociali non sono più il tema dell'assessore alle politiche sociali, ma l'ingrediente, il punto di vista per governare un'intera città. Infatti nel programma di Giachetti la socialità, la solidarietà, la crescita culturale, la protezione delle persone non è solo nel capitolo delle persone sociale, ma anche nei trasporti, nell'ambiente, nell'urbanistica. Quando si dice per esempio che le metropolitane devono diventare dei luoghi di socialità come in tanti altri Paesi europei. Questa è l'ottica, la visione nuova del sociale. Il tema della lotta alle disuguaglianze come tema centrale di tutte le politiche. Questa è la ragione di una scelta che faccio con tutto il cuore, con tutta la passione a partire proprio da un piano contro la povertà perché è straziante vedere tanta gente a Roma che apre i cassonetti dell'immondizia per cercare qualcosa da mangiare. 

Progresso e religione dunque a braccetto?
"Sì, possono e devono andare a braccetto. Come ci dice Papa Francesco, ma come ci dicono ormai tutti gli economisti: crescita ed uguaglianza devono andare insieme. La politica ancora non se ne è accorta, la buona politica è quella che cerca di farli andare insieme". 
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