Omicidio della Magliana, parla il collega dell'assassino: "Vi dico chi è Paduano"

31 maggio 2016 ore 13:42, Americo Mascarucci
"Per colpa sua adesso rischiamo tutti il posto di lavoro. Oltre ad aver distrutto due famiglie, la sua e quella della povera Sara, adesso rischia di rovinare anche noi".
A parlare è un collega di Vincenzo Paduano, l'ex fidanzato di Sara di Pietrantonio che ha confessato di aver dato fuoco e ucciso la ragazza.
Paduano non era una guardia giurata e nemmeno un vigilantes come è stato da molti definito.
La sua mansione era quella di "addetto ai servizi fiduciari" una sorta di portiere di una postazione di vigilanza. In pratica il suo compito era quello di presidiare la postazione e avvisare i vigilantes in servizio nella zona nel caso in cui fossero arrivati allarmi o segnalazioni.
Omicidio della Magliana, parla il collega dell'assassino: 'Vi dico chi è Paduano'
Sabato notte ha svolto il turno di vigilanza in una postazione che non era la sua ma dove era andato per dare il cambio proprio a questo collega e consentirgli di svolgere il turno di riposo.
Il collega che ha parlato con Intelligonews, chiedendo però di poter restare anonimo, ha consegnato la postazione a Paduano alle ore 22 di sabato e vi è ritornato alle sei di domenica salutando il collega che lo aveva sostituito la notte. Senza sapere che questo nel frattempo aveva abbandonato la postazione, si era messo sulle tracce dell'ex fidanzata, l'aveva inseguita, speronata e bruciata viva mentre sarebbe dovuto stare fisso nella propria postazione. 

Si era accorto di qualcosa quando ha visto Vincenzo al mattino? Ha notato qualcosa di strano nel suo atteggiamento?
"Assolutamente no, era tranquillissimo. Nulla che potesse lasciar presagire ciò che di terrificante aveva fatto poco prima".

Quale è stato il suo primo pensiero dopo aver appreso che era lui l'assassino di Sara?
"Sono rimasto sconvolto, è chiaro. Ho subito pensato al dramma delle famiglie, quella di Sara e la sua, ma ovviamente ho iniziato ad avere paura anche per me. Per colpa di questo assassino adesso anche noi rischiamo il posto di lavoro".

Perché, che c'entrate voi?
"La nostra è un'azienda privata e lavora su commissione. Un cliente che viene a sapere che una società committente ha alle proprie dipendenze un assassino che per giunta ha abbondato e lasciato incustodita la postazione di vigilanza, come pensa che possa reagire? Oggi con le nuove norme del Jobs Acts il mio contratto di lavoro è legato a quella postazione, quindi io posso ritrovarmi a spasso nel giro di poche ore".

Quindi Paduano alla fine rischia di rovinare anche voi?
"Esattamente, e questo perché nella sua follia era convinto che il fatto di stare in servizio presso la postazione avrebbe costituito per lui un alibi. Non aveva nemmeno tenuto conto del fatto che la sua auto aveva il Gps e quindi la Questura è riuscita a seguire i suoi passi, minuto dopo minuto, da quando si è assentato dalla postazione a quando vi è ritornato dopo aver commesso l'omicidio. Tuttavia lui non faceva servizio nella mia postazione, era venuto lì per coprire i nostri riposi. Il suo contratto di lavoro era legato ad un altro appalto, non a quella postazione ma le norme in vigore consentono che per coprire i turni di riposo alcuni possano spostarsi da una postazione ad un'altra. Oggi sono angosciato perché mi sono accorto di aver lavorato per mesi con un serial killer. Perché uno capace di premeditare un omicidio del genere non può essere considerato che tale".

Vi aveva mai parlato dell'ex fidanzata?
"Sapevamo che si erano lasciati ma non avevamo mai avuto sentore che potesse fare una cosa del genere. Quante coppie oggi si lasciano? Fino al giorno prima sembrava un ragazzo d'oro. Oggi siamo tutti sue vittime, compresa un'intera categoria, quella della vigilanza privata. Faccio un appello al buon senso di tutti. Basta speculazioni, la vigilanza privata è un comparto composto da tanta gente onesta, padri di famiglia come me che guadagnano due soldi per portare a casa il pane. Lavoriamo fra mille difficoltà e in stato di totale precarietà, spesso anche a rischio della nostra stessa sicurezza. In questi giorni sui giornali ho letto tante inesattezze, comprese tante cose non veritiere su di me l'unico convocato dalla Squadra Mobile come persona informata sui fatti. Purtroppo mi sono trovato ad essere io il suo cambio e di conseguenza a dover fornire agli inquirenti una serie di informazioni. Ma nulla di più".






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