Festa della Repubblica, Toninelli (5S): “Il nuovo 2 giugno sarà ad ottobre col referendum"

31 maggio 2016 ore 13:30, Lucia Bigozzi
“Noi il 2 giugno siamo tra la gente, non al di sopra delle persone come fanno gli altri partiti. Speriamo che si possa festeggiare come una sorta di anticipo perché ad ottobre, con un referendum che ha un’importanza enorme quale quella del ’46, si possa mantenere la forma di Stato in una democrazia parlamentare fondata sulla sovranità popolare e non su una democrazia decidente fondata sulla sovranità delle banche”. Così Danilo Toninelli, parlamentare dei 5S ed esperto di riforme istituzionali, si prepara alla ricorrenza del 2 giugno. Nella conversazione con Intelligonews legge in filigrana il botta e risposta tra Salvini e Renzi che sta infiammando il dibattito politico e la Rete.
 
Che festa della Repubblica è per voi e per gli italiani considerando che il Paese ancora fa i conti con la crisi e le battaglie che state portando avanti come forza che punta al governo?

"Il 2 giugno rappresenta un momento storico perché riguarda il referendum che tra l’altro è la spina dorsale del M5S, cioè la partecipazione nel processo decisionale dei cittadini, con cui 70 anni fa si decise tra la forma di Stato monarchia o repubblica. Io spero e speriamo che si possa festeggiare come una sorta di anticipo e di speranza perché ad ottobre, con un referendum che ha un’importanza enorme quale quella del ’46, si possa mantenere la forma di Stato in una democrazia parlamentare che si fonda sulla sovranità popolare e non su una sorta di democrazia decidente che si fonda, invece, sulla sovranità delle banche".

Festa della Repubblica, Toninelli (5S): “Il nuovo 2 giugno sarà ad ottobre col referendum'
Sta dicendo che il “vostro” 2 giugno sarà ad ottobre se a vincere saranno i no al referendum costituzionale?

"Il nostro 2 giugno è in mezzo alla gente e lo facciamo da quando esistiamo. Quindi per noi festeggiare la repubblica significa festeggiare lo stare insieme alla gente e non al di sopra della gente come fanno gli altri partiti che rappresentano le corporazioni di cui fanno parte. Per noi il 2 giugno è una continuità".

Vi proponete come forza di governo, cosa risponde a Salvini che dice: “non c’è niente da festeggiare perché siamo un Paese di disoccupati e di invasi dagli immigrati”?

"Salvini è una delle cause che ha portato l’Italia nello stato in cui si trova oggi - tasso di disoccupazione e problema immigrazione -, perché le leggi le ha fatte lui, è oggi il presidente del suo partito che quando è stato al governo nei dieci anni degli ultimi venti, ha certamente partecipato al dissesto occupazionale dell’Italia. Dal nostro punto di vista, Salvini è uguale agli altri e non ha nessuna credibilità".

Come legge la replica di Renzi che definisce “meschino chi urla all'invasione degli immigrati per i voti”? La convince?

"Noi diciamo: è meschino chi partecipa ai tavoli europei in totale irrilevanza e fa diventare o mantenere l’Italia un Paese di serie B e invece torna in Italia affermando di aver ottenuto grandi successi che, di fatto, non esistono".

autore / Lucia Bigozzi
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