Che fine ha fatto Donatella Raffai?

31 maggio 2016 ore 13:50, intelligo

di Anna Paratore

E’ il 30 aprile 1989 quando una nuova trasmissione irrompe sui teleschermi italiani
Allora ancora non lo sa nessuno ma, insieme a "Un Giorno in Pretura" e a "Blob", diventerà la trasmissione più longeva della televisione italiana. Il programma – ormai lo avrete capito – si intitola "Chi l’ha visto", e a condurlo in studio ci sono Paolo Guzzanti e Donatella Raffai.  
Sono entrambi due giornalisti di qualità,  ma fino ad allora non si può dire che fossero notissimi.  
La Raffai aveva cominciato in radio con la celeberrima "Chiamate Roma 3131", per approdare poi in TV sulla RAI 3 di Angelo Guglielmi dove appunto nell'89 viene chiamata alla conduzione di "Chi l’ha visto?"
La trasmissione prende spunto da una rubrica che si teneva all'interno del Portobello di Tortora, dove per alcuni minuti si raccontava la storia di uno scomparso e si metteva a disposizione del pubblico una linea telefonica. 
Ebbene, "Chi l’ha visto?" è un ampliamento di tutto ciò e in assoluto uno dei programmi di una televisione di servizio più riusciti di sempre. 
Il pubblico, soprattutto in quei primi anni, ne è addirittura ipnotizzato, tanto che per "Chi l’ha visto?" si organizzano anche gruppi d’ascolto e l’audience della trasmissione è sempre ottimo.
 Inoltre, la conduzione di Guzzanti e della Raffai è davvero perfetta. 
Lei, nata l’8 settembre del 1943, una data davvero storica, è figlia di un ammiraglio, Antonio, e di Maria Jelardi, entrambi nobili, e ha perciò una signorilità e una classe innata che le permettono una pacatezza unica durante le spiegazioni dei casi più intricati che, raccontati da lei, tra l’altro appaiono molto chiari ed esaustivi. 
Dopo la prima stagione, "Chi l’ha visto?" viene riproposto, ma Guzzanti lascia e al suo posto arriva Luigi Di Majo, ottimo autore, persona colta ed autorevole ma protagonista di alcune "papere" che non passano insosservate.
Così, di conseguenza, viene apprezzata la Raffai e il suo successo personale aumenta ancora di più.  
Potrebbe andare avanti a condurre quella trasmissione ma Raffaella è uno spirito libero e ama mettersi sempre alla prova.  

Che fine ha fatto Donatella Raffai?
Nel 1991 lascia "Chi l’ha visto?" e passa a "Parte civile" un format di denuncia di ingiustizie legali. 
Va avanti tutta la stagione ma, alla successiva non viene riconfermata. 
Nell'autunno dell’anno seguente conduce  il preserale 8262, che non riscuote però il successo sperato e viene cancellato dal palinsesto dopo poche settimane. E continua così praticamente per tutti gli anni ’90. Una serie di trasmissioni quasi sempre legate a tematiche sociali, compresa una legata all'infanzia, che però non hanno mai il travolgente successo di "Chi l’ha visto", trasmissione a cui in ogni caso la Raffai ha legato il suo volto diventando in quegli anni una delle più note giornaliste televisive, e meritandosi così parecchie imitazioni, tra cui una di Corrado Guzzanti, il figlio di Paolo 
Ma se anche il pubblico la ama, Donatella non è soddisfatta del suo percorso lavorativo e del poco successo che ottiene, imputandolo soprattutto alla dirigenza RAI che, a suo dire, la boicotta. 
Così, nel 1999 passa in Mediaset, a Rete4, dove le cuciono addosso un nuovo programma, "Giallo 4," realizzato sulla falsariga di "Telefono Giallo" nota trasmissione di RAI3 condotto da Corrado Augias. Sebbene tutto parte sotto i migliori auspici, con il tempo l’ascolto si assottiglia e Giallo4 viene cancellato dalle programmazioni successive. A  quel punto, Donatella Raffai scompare dai palinsesti televisivi e dopo un po’ corre la voce che sia addirittura morta in seguito a una grave malattia.
 In realtà, la Raffai ha sì avuto un problema di salute, ma lo ha anche brillantemente superato.  Invece, stanca di una realtà italiana che sempre di più sembra andarle stretta, la giornalista si è da tempo trasferita in Francia, dove ha collaborato in programmi giornalistici su parecchie reti televisive. Vive ora nella città di Rennes, capoluogo della Bretagna. Scrive, legge moltissimo e si dice che non rimpianga assolutamente gli anni della televisione italiana, nemmeno quelli del grande successo. 

autore / intelligo
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]