No tabacco day, come spendere i soldi (viaggi e non solo) "bruciati" con le sigarette

31 maggio 2016 ore 16:04, Andrea De Angelis
Prendiamo un fumatore medio, di quelli che accendono una decina di sigarette al giorno. Si tratta, centesimo più centesimo meno, di due euro e mezzo spesi ogni giorno. Ovvero 15 euro a settimana, circa 60 euro al mese. In un anno la cifra stimata è pari a quasi 750 euro. Il doppio, ovviamente, se si fuma un pacchetto al giorno, circa la metà se alle sigarette si preferisce il tabacco. 

Per andare in Francia e Spagna bastano due mesi senza sigarette. Per l'Europa del Nord serve smettere almeno per tre. Ma se si rinuncia alle cicche per nove mesi si può scegliere addirittura una destinazione tra Stati Uniti, Canada o Brasile. In occasione del No Tabacco Day di domani, ci ha pensato Skyscanner in collaborazione con la Liaf (Lega Italiana Anti Fumo) e con l'Università degli Studi di Catania a fare i conti in tasca ai fumatori. Dicendo loro, appunto, cosa potrebbero fare con quei soldi mandati letteralmente in fumo. 
Ovviamente smettere di fumare vuol dire non solo risparmiare denaro contante, ma anche guadagnarci (anzi, soprattutto) in salute. Migliorare il proprio aspetto fisico, il colore della pelle, la salute dei denti e perfino delle unghie. Assaporare, altro dato inconfutabile, in modo migliore i pasti che si consumano quotidianamente. Non a caso gli ex fumatori notano subito la cosiddetta "riscoperta del palato" una volta deciso di smetterla con le famigerate bionde. Al mondo, incredibile ma vero, si contano oltre un miliardo di fumatori che consumano circa seimila miliardi di sigarette all'anno; quindi, in media, ogni fumatore consuma circa 6,5 kg all'anno di tabacco, pari a circa 1.600 sigarette all'anno.
Ovviamente i soldi possono essere investiti anche in un altro modo: fumare vuol dire "mandare in fumo" l'affitto di un mese, una pensione (ma anche più se minima), la possibilità di acquistare dieci camicie di prima qualità e almeno sette, otto paia di scarpe. Significa rinunciare a fare circa quaranta volte la spesa al supermercato, più o meno una cinquantina di pizze fuori con gli amici, almeno un abbonamento allo stadio o tre annuali ai mezzi pubblici

No tabacco day, come spendere i soldi (viaggi e non solo) 'bruciati' con le sigarette
Nel lontano 1988 l'Organizzazione Mondiale per la Sanità istituì la Giornata mondiale senza tabacco.
 Una ricorrenza, celebrata annualmente il 31 maggio, il cui scopo è quello di incoraggiare le persone ad astenersi per almeno 24 ore dal consumo di tabacco, invitandole a smettere di fumare in via definitiva. Essa serve anche per fare il punto della situazione sulla diffusione del tabagismo nel mondo e per richiamare l'opinione pubblica sugli effetti negativi che esso comporta sulla salute umana, fino a giungere nei casi estremi alla morte. Appena cinque anni fa l'Organizzazione Mondiale per la Sanità ha stimato checirca sei milioni di persone perdano la vita ogni anno a causa del fumo.
L'Oms si "regalò" questa giornata per la prima volta appunto nel 1988, per la ricorrenza dei suoi 40 anni di vita. Da allora è stata accolta con crescente interesse da parte di governi, organizzazioni sanitarie e opinione pubblica. Tanti gli slogan che ancora riecheggiano da allora: il primo fu "Tabacco o salute: scegli la salute", poi ricordiamo ad esempio nel 1995 "Il tabacco costa più di quello che pensi". Ancora nel 2001 "Il fumo passivo uccide", e poi appena due anni fa "Se non vuoi crepare meglio non fumare". 






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