2 giugno, Prestipino (Pd): “Salvini ripassi la storia o mando i miei alunni a fargli ripetizione"

31 maggio 2016 ore 16:04, Lucia Bigozzi
“Salvini ripassi la storia, altrimenti gli mando qualche mio alunno a fargli ripetizione”. Provocazione di Patrizia Prestipino, esponente della direzione nazionale Pd che nell’intervista con Intelligonews ri-legge la polemica Salvini-Renzi evidenziando alcuni aspetti del pensiero leghista ai quali controbatte.

Che festa della Repubblica è per lei? Che festa pensa sia per gli italiani considerando che il Paese ancora fa i conti con la crisi? C’è da festeggiare?

"Sì, perché è una data importante; per il calendario della nostra repubblica è una data importante e non vedo perché non si dovrebbe celebrare, anche quest’anno; tanto più se ci sono polemiche e si tenta di delegittimarla. Non è che quando abbiamo passato l’austerity negli anni ’70 non abbiamo festeggiato il 2 giugno; anzi, tanto più si festeggiano questi momenti di coesione nazionale sulla base di appuntamenti storici quando c’è un momento di crisi forte, sia a livello economico che di dibattito politico. Tuttavia, se una festa coesione nazionale come il 2 giugno deve diventare occasione di polemica, lascio giudicare agli italiani che sono più accorti di noi.

2 giugno, Prestipino (Pd): “Salvini ripassi la storia o mando i miei alunni a fargli ripetizione'
Cosa rispondi a Salvini che dice: “non c’è niente da festeggiare perché siamo un Paese di disoccupati e di invasi dagli immigrati”?

"Beh, allora secondo Salvini non avremmo dovuto festeggiare nemmeno il primo maggio, la festa dei lavoratori. Certo, possono essere lavoratori precari ma sono anche potenziali occupati visto che quest’anno i dati Istat certificano un incremento del tasso di occupazione significativo, pur a fronte di una questione importante soprattutto al Sud come l’occupazione giovanile. Quindi, non butterei il bambino con l’acqua sporca: gli elementi di risveglio del Paese vanno colti, non trasformati in momenti di polemica politica". 

Il deputato leghista Molteni a Intelligonews sostiene che il governo ha trasformato l’Italia in un grande campo profughi e che se qualcuno festeggia in occasione del 2 giugno sono gli immigrati e non gli italiani che li mantengono. Solo strumentalizzazione? Qual è la controreplica?

"Le immagini dei genitori con le braccia alzate che tengono i loro bambini in alto per non farli affogare tra le onde, credo debbano rimanere ben impresse nella mente di ciascuno di noi. Così come quella bambini di 9 mesi salvata dalla nostra gloriosa Marina Militare, che ha perso la mamma e spero ora possa essere adottata. Ricordo sempre che mentre al Nord alzano i muri, nel nostro Sud la Marina italiana cui va tutto il mio ringraziamento personale ma credo anche di tutto il Pd, sta salvando migliaia di vite. Stiamo parlando di due modi di vedere, due modelli culturali diversi: al Brennero si vogliono alzare i muri dopochè nel Novecento sono stati abbattuti, invece al Sud tanto vituperato, la nostra Marina italiana e solo per questo andrebbe festeggiata con grandi onori, continua a salvare migliaia di vite. Ma di che stiamo parlando? C’è un problema oggettivo: si tratta di solidarietà verso la vita umana, poi c’è il problema politico. Faccio un esempio…".

Quale? 

"Salvini era uno di quelli che insieme alla Meloni diceva di chiudere Schengen: un’idiozia che ha conseguenze inenarrabili perché se chiudono Schengen, Salvini dove pensa che vadano gli immigrati? Resterebbero da noi, invece adesso l’Italia per loro è un Paese di transito per raggiungere l’Europa, in Francia e in Germania. Noi abbiamo gli hotspot proprio perché abbiamo un’accoglienza temporanea. E Salvini cosa propone? Chiudere Schengen, ma ci rendiamo conto di quanto siano populiste e demagogiche le proposte di Salvini e Meloni? Fanno ridere. E Renzi ha fatto bene a ribadire che i muri abbattuti in Europa non si alzano più".

Un tweet a Salvini: se alla parata del 2 giugno incontrasse o invitasse il leader della Lega cosa gli direbbe?

"Gli direi di coltivare un po' di sano orgoglio nazionale e di dignità culturale perché le divisioni politiche e culturali nel passato l’Italia le ha vissute – sto parlando di un passato molto lontano - e c’è voluto un Risorgimento e due guerre mondiali per recuperarli. Forse, Salvini che non è molto attento alle questioni storiche - sarà che io insegno lettere e storia -, dovrebbe rileggersi i libri di storia e le cose che i miei alunni sanno molto meglio di lui. Insomma, Salvini ripassi la storia, altrimenti gli mando qualche mio alunno a fargli ripetizione". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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