Ferrero (Prc): “Il Senato di Renzi? Un parco giochi per due partiti... E’ il programma di Craxi”

31 marzo 2014 ore 17:46, Andrea Barcariol
Si schiera apertamente contro la riforma del Senato il segretario di Rifondazione
Ferrero (Prc): “Il Senato di Renzi? Un parco giochi per due partiti... E’ il programma di Craxi”
Comunista Paolo Ferrero, intervistato da Intelligonews: «L’idea che i problemi dell’Italia derivino dal fatto che ha due Camere è semplicemente una bugia. Chiudendo il Senato non risolve nulla, Renzi è un vero depistatore di massa». Scontro Renzi-Grasso sulla riforma al Senato? «Renzi ha un piglio iper Berlusconiano quindi chiunque si frapponga alla sua idea viene considerato un nemico. In una democrazia si discute, soprattutto su una modifica costituzionale piuttosto pesante. C’è un elemento pesantemente autoritario da parte di Renzi che coniuga arroganza e ignoranza. Anche gli Stati Uniti sono un sistema a bicameralismo perfetto, non è vero che siamo l’unico Paese, lui rischia di credere alle stupidaggini che dice. L’idea che i problemi dell’Italia derivino dal fatto che ha due camere è semplicemente una bugia, Renzi dà degli obiettivi finti agli italiani perché non affronta quelli veri. Farebbe molto prima a seccare gli F35 o a sforare il 3%. Dove ci sono i poteri veri, lui abbaia ma non morde e dà degli obiettivi incongrui rispetto a ciò che dice. Chiudendo il Senato non risolve nulla, è vero un depistatore di massa». Per quanto riguarda gli F35 però si parla di una diminuzione. «Lo vedremo alla fine. Dall’incontro con Obama, che ha chiesto di aumentare la spesa militare, non è uscito il messaggio che Renzi è in dissenso. E’ emerso da Obama che c’è un accordo profondo e lui non ha smentito. Ho come il sospetto che gli F35 alla fine ce li compreremo tutti». Siete contrari alla riforma del Senato o volete che resti elettivo come dice Grasso? «La cosa che viene proposta da Renzi trasforma il Senato in un parco giochi dei due partiti maggiori. Se uno guarda come verrebbero nominati, sarebbero quasi tutti Pd e Pdl. Il Senato diventerebbe semplicemente un elemento di compensazione all’interno dei due più grandi partiti. Se lo mettiamo insieme al fatto che già la legge sulla Camera va in questa direzione siamo di fronte, in nome dell’efficienza, a una torsione bipolare antidemocratica. Se vogliono fare una riforma così è meglio togliere tutto. Invece di essere una democrazia in cui gli italiani si esprimono Renzi sta rovesciando questo in un modo che neanche Berlusconi aveva osato fare e riesce a farlo perché quella è la proposta di Berlusconi da sempre e in parte della P2. Renzi riuscirà a realizzare il programma di Craxi. Fino adesso era stato impossibile perché il centro-sinistra si era opposto alla destra. Adesso, diventando il programma di Renzi, lo fanno tutti insieme appassionatamente ma è il programma della destra non del centro-sinistra». Si può parlare di un Nuovo Fronte Conservatore che è trasversale e va da Grasso e Rodotà a Monti passando per Grillo. «Non solo d’accordo a chiamarli conservatori. In Italia la dizione conservatore è in sé un giudizio negativo, chi pone un problema di Costituzione fa un’opera meritoria, cioè pone al Paese il fatto che la Costituzione è stata fatta dopo la dittatura fascista che è cominciata in modo molto simile alla richiesta dell’uomo della provvidenza che vediamo oggi nel Paese. Secondo me giustamente, loro pongono il problema di conservare la saggezza che c’è dentro la Costituzione». Non le sembra strano che ci sia anche Grillo? «Sarebbe positivo che Grillo ponesse al centro le questioni della Costituzione». La vittoria di Marine Le Pen è il segnale della forza dei partiti anti-euro? «Io do una lettura un po’ diversa. Secondo me il risultato principale è la sconfitta del partito socialista. C’è una vittoria significativa del centro-destra, dell’UMP che è il primo partito. La Le Pen rispetto alle presidenziali va indietro di 1,5%. A me pare che ci sia un grande fenomeno mediatico sulla Le Pen, c’è un gonfiaggio che non è casuale che avvenga». Eppure si dice che i poteri forti boicottino mediaticamente i partiti anti-euro. «Secondo me sono due cose distinte. Impedire la visibilità della sinistra anti-liberista e accentuare all’inverosimile il rischio della destra fascista per far vedere che l’unica alternativa è votare Renzi o i gollisti. Perché Repubblica pompa tanto questa cosa della Le Pen? Perché la barriera alla destra è Renzi. Non sto dicendo che non è successo niente, i risultati del Fronte Nazionale segnalano una capacità di radicamento sul territorio, ma il punto vero è la sconfitta dei socialisti che è drammatica e io penso positiva perché in Francia ha fatto malissimo».
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