Direzione Pd, Renzi alla resa dei conti e la minoranza non vota

31 marzo 2015, Andrea De Angelis
"Spero sia l'ultima direzione in cui discutiamo di legge elettorale, poi è opportuno che il gruppo alla Camera abbia la possibilità di riunirsi e decidere in merito se lo riterrà opportuno, noi condivideremo con il gruppo la scelta".

Direzione Pd, Renzi alla resa dei conti e la minoranza non vota
Così Matteo Renzi nel discorso di apertura della direzione Pd al Nazareno.

"Il modello di riforme che proponiamo non vede la dittatura o la 'democratura', piuttosto è un modello di democrazia che decide. Il punto chiave è il ballottaggio, perché consente di avere un vincitore o di non averlo", ha spiegato il Presidente del Consiglio.

"Non c'è stato qualcuno che ha scelto di staccare la spina al governo precedente - ha continuato il leader del Pd -. Il governo precedente non riusciva ad andare avanti sul percorso delle riforme e per questo abbiamo votato in direzione. Il blocco e l'impantanamento del governo e della legislatura" erano rappresentati "dalla legge elettorale".

"Mi sorprendo che qualcuno voglia decidere che chi vince non debba decidere", ha detto stizzito l'ex sindaco di Firenze rivolgendosi con ogni probabilità alla minoranza democratica. "Il punto qualificante" dell'Italicum credo sia togliere gli alibi" alla classe politica italiana, che "è campionessa mondiale di alibi". E questo è possibile grazie al "punto chiave" della legge elettorale, ovvero "il ballottaggio. Ora è il momento di dire chi vince governa, punto".

Renzi ha rivendicato ancora quanto fatto nell'ultimo anno: "Se devo guardare questo anno, chi ne esce rafforzato è il Pd. Non siamo più terrorizzati da Grillo, è chiaro che ha perso centralità. Da spauracchio è diventato sciacallo. Il centrodestra con Forza Italia è affaccendato in faccende interne, ho sentito Romani dire cose che non mi aspettavo. Noi siamo passati dal 25 al 41%, abbiamo recuperato quattro regioni. Siamo all'opposizione soltanto in Lombardia, Veneto e Campania". 

Non è mancato un affondo anche per altri due protagonisti dell'arena politica: "Salvini e Landini sono due soprammobili da talk show".

E ora che alla Direzione Pd la minoranza non ha votato, chissá che qualche soprammobile non si muova. 


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