Ischia, Lombardi (M5S): “Perché Renzi non fa un decreto anti-corruzione subito? Per noi voto on line..."

31 marzo 2015, Lucia Bigozzi

Ischia, Lombardi (M5S): “Perché Renzi non fa un decreto anti-corruzione subito? Per noi voto on line...'
 “Nessun voto anticipato: Renzi non molla e la minoranza è assente nei voti cruciali in Parlamento. Molto rumore per nulla”. Roberta Lombardi, parlamentare a 5Stelle, non crede al redde rationem dem e nella conversazione con Intelligonews conferma il no all’Italicum “imposto dal premier”. L’analisi si allarga al ddl anti-corruzione (oggi il voto on line degli iscritti al Movimento) e, alla luce delle nuove inchieste giudiziarie, sul funzionamento del “sistema” che paragona al modulo calcistico del 5-4-2… 


Giachetti dice alla minoranza o l’Italicum passa o cade il governo. La minoranza risponde: nessun problema, meglio votare col Consultellum. Grillo invoca il voto subito: per una volta fate il tifo per i dissidenti dem? 


«Noi facciamo il tifo per i diritti degli elettori. Non entriamo nei giochi tra maggioranza e minoranza dem. Se il diritto degli elettori è avere propri rappresentanti dentro l’istituzione parlamentare siamo favorevoli ad una legge elettorale che dia vera rappresentanza ai cittadini anche se a sponsorizzarla fosse il partito dei “figli dei fiori”. Ma non certo l’Italicum, anche per il modo in cui viene imposto con una prova muscolare dentro il Pd»


A questo punto se le minoranze dem non voteranno la legge prima in Commissione e poi in Aula, quanto è realistica l’opzione voto anticipato? 


«Per me non è assolutamente realistica, perché durante l’ultimo intervento di Renzi alla Camera per le comunicazioni sul Consiglio europeo di metà marzo, il premier ha impiegato i primi dieci minuti del discorso a rassicurare i suoi deputati sul fatto che la legislatura sarebbe durata fino al 2018. Della serie: cari deputati, grazie per il vostro impegno, resterete sulle poltrone fino alla scadenza naturale della legislatura. Stando alle dichiarazioni del premier che non dico io ma stanno nei resoconti stenografici della Camera, francamente ho i miei dubbi che tutto oggi possa precipitare verso un voto anticipato. Anche perché la minoranza dem finora ha brillato per assenza nei momenti cruciali del voto parlamentare. Come al solito: tanto rumore per nulla»


Al Senato sta per essere licenziato il ddl anti-corruzione. C’è chi si domanda perché Renzi che vuole correre e ricorre spesso alla decretazione d’urgenza, in questo caso abbia optato per l’iter parlamentare ordinario del provvedimento. Lei cosa risponde? 


«Beh, facciamo tutti la domanda e diamoci una risposta. Forse che per il premier il tema della corruzione non è una priorità per il Paese? Noi abbiamo rimesso la decisione nelle mani dei nostri iscritti che oggi voteranno on line l’indicazione che poi i senatori tradurranno nel voto in Aula».


Perché? 


«Diciamo che il testo che uscirà dal Senato è un timido passo in avanti verso una normativa anticorruzione più seria, ma è veramente un timido passo in avanti considerando l’emergenza che le cronache giudiziarie quotidianamente ben fotografano. Tuttavia qualcosa si sta muovendo, ancorchè insufficiente a nostro avviso, e il merito di questo miglioramento va al lavoro fatto in Parlamento, ai nostri emendamenti presentati in Commissione come contributo costruttivo. Segno evidente che quando il Parlamento lavora i risultati ci sono e c’è sempre un punto di mediazione cui arrivare. Diversamente da quando arriva il “capo” e ai suoi dice come votare senza alcun margine di discussione o di confronto. Certo, la strada rispetto all’emergenza che stiamo vivendo, è ben lontana dall’essere percorsa fino in fondo e come si dovrebbe. Per questo noi restiamo perplessi e su come votare facciamo esprimere democraticamente gli iscritti al Movimento; come del resto abbiamo sempre fatto nei passaggi cruciali»


Il caso Ischia ripropone il tema della corruzione e della commistione tra politica e imprenditoria. Lei che idea si è fatta?  


«Mutuando dal lessico calcistico direi che è il modulo 5-4-2 della casta che noi vogliamo mandare a casa. Ci sono cinque politici/amministratori compiacenti, quattro imprenditori amici loro e due delinquenti di turno. E la storia si ripete all’infinito»


Dunque secondo lei da Mafia Capitale a oggi non è cambiato nulla? 


«Assolutamente nulla: il modulo è questo e viene replicato in tutte le situazioni. Quello che rende eccentrica Mafia Capitale rispetto al dossier Grandi Opere è che mentre quest’ultimo si può definire una ‘grande mangiatoia’, Mafia Capitale rappresenta ‘una piccola mangiatoia’ ma portata avanti negli anni. E’ come se i soggetti coinvolti si fossero assicurati il loro ‘reddito di cittadinanza’, purtroppo a spese dei cittadini».

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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