Ischia, Cacciari: "Il problema è di sistema. Ma su Lupi e D'Alema giacobinismo peggio di Travaglio"

31 marzo 2015, Adriano Scianca
"La superiorità antropologica della sinistra? Sciocchezze. Il problema della corruzione è di sistema". parola di Massimo Cacciari che, intervistato da IntelligoNews, spiega: "In Italia c'è una situazione aberrante. Lupi non doveva dimettersi e su D'Alema c'è stato un giacobinismo d'accatto".

Cacciari, sempre più inchieste vedono protagonisti esponenti di Pd e coop rosse. Come mai? 

«Il problema è di sistema. È il sistema che non funziona. Corrotti e corruttori sono dappertutto, non è che c’è una natura per gli esponenti del Pd e una per quelli di centrodestra. È il sistema che è corrotto. La corruzione c’è dappertutto, anche in Germania. Ma solo dove non funziona nulla fa i disastri». 

L’autopercezione del popolo di sinistra, però, si è basata per anni su quella diversità di natura. Era la famosa questione della “superiorità antropologica”… 

«Evidentemente quell’autopercezione era sbagliata, come ha sempre fatto notare chiunque fosse dotato di senno. Sono stupidaggini e lo sono sempre state. È un moralismo d’accatto che ha fatto il suo tempo. Nell’inchiesta ci sono le coop? Si vede che le coop funzionano in questo sistema che, ripeto, è interamente da riformare». 

In che modo? 

«Facendo riforme di struttura. Sulla pubblica amministrazione, sui sistemi di controllo, intervenendo sulla struttura dello Stato. Certo non occupandosi di jobs act, di abolizione del Senato o di legge elettorale…». 

D’Alema come Lupi? 

«Ecco, guardi, il caso Lupi è un’altra cosa assurda. In un Paese normale innanzitutto non escono intercettazioni a capocchia e se escono qualcuno viene perseguito. Ma voglio dire, io e lei ora stiamo parlando al telefono. Ma le pare che se io ora mando qualcuno a quel paese e lei è indagato, poi questa conversazione esce sui giornali e rovino una famiglia o un’amicizia? Le intercettazioni vanno fatte, ma non può uscire tutto sui giornali. Questa è la prima assurdità del caso Lupi»

E la seconda? 

«La seconda è che se uno è indagato…». 

Lupi non era neanche indagato. 

«Esatto, ma se anche lo fosse stato, uno non deve dimettersi per questo. Si dimetterà quando e se sarà rinviato a giudizio, per esempio. È una situazione aberrante». 

Dicevamo: per D’Alema vale lo stesso discorso? 

«Sono senza parole. Abbiamo scoperto che D’Alema era amico di quella cooperativa. E quindi? Sarà mica un reato? Ma cosa c’entrano con le tangenti i discorsi sulla presentazione del libro di D’Alema? È veramente incredibile questo giacobinismo d’accatto. Qui si sta superando Travaglio…».
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