Caso Zambuto, vede Berlusconi e il Pd lo “dimette”. Ma con Renzi non andò così

31 marzo 2015, intelligo
Caso Zambuto, vede Berlusconi e il Pd lo “dimette”. Ma con Renzi non andò così
Gli è costato caro (politicamente) quell’incontro con il Cavaliere. In quattro e quattr’otto si è ritrovato con i vertici del partito che gli chiedevano le dimissioni. 

Così è avvenuto e da oggi Marco Zambuto non è più presidente del Pd siciliano. La sua “colpa” è quella di essere andato a Palazzo Grazioli accompagnato da un esponente di Fi, suo amico. La contraerea dem si è messa subito in moto. 


Tra i primi a chiedere la “testa” di Zambuto sono stati Lorenzo Guerini e Davide Faraone, rispettivamente vicesegretario del Pd e sottosegretario all’Istruzione. Gli spifferi di Intelligonews parlano di una telefonata burrascosa tra i tre e la richiesta del passo indietro. Ma la vicenda avrebbe mandato su tutte le furie anche il segretario regionale del Pd Fausto Raciti che si sarebbe associato alla sollecitazione dei vertici romani del partito. 

E Zambuto? Alla fine ha deciso di dimettersi e in una nota (come riportato dall’AdnKronos) non usa giri di parole: “Con sdegno respingo il barbaro tentativo di coinvolgermi politicamente in un episodio di solidarietà umana nei confronti di un vecchio amico con il quale oggi, politicamente sono totalmente diversificato e totalmente distante”. Zambuto respinge le accuse e avverte: “Nessuno, se non in malafede può mettere in dubbio la mia linearità politica nei confronti del Pd. Pur tuttavia considerando i tempi di barbarie che stiamo vivendo sotto l'aspetto civile e politico, che non permettono di distinguere i gesti, al fine di non volere recare danno al Pd, sono pronto a fare un passo indietro e rimettere il mio mandato all'assemblea del Pd”.


Vicenda chiusa. Ma la vicenda pur con le dovute differenze di circostanze e rispettive cariche di partito e istituzionali, richiama alla memoria quella dell’allora sindaco di Firenze Matteo Renzi in visita ad Arcore per un incontro con l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In quel caso i piddini storsero il naso, ma nessuno chiese le dimissioni del sindaco-rottamatore.

LuBi

autore / intelligo
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