"Fatti una cannella": brucia i grassi ed è alleata del sesso

31 marzo 2016 ore 11:54, Andrea De Angelis
Pensate: 100 grammi di cannella contengono 247 calorie, ma solo l'1% di grassi e il 2% di zuccheri. Chiaro, con la cannella non ci si nutre essendo solo una spezia. Ma, come molte sue "colleghe", può migliorare la nutrizione essendo, tra le altre cose, un'ottima arma contro la cosiddetta "fame compulsiva", quella che arriva magari poco prima di sedersi a tavola e ci porta (ve lo assicuro) a mangiare una quantità sproporzionata di calorie. 

La cannella, del resto, la conoscevano bene anche nei secoli passati. Nell'antico Egitto, ad esempio, era utilizzata per imbalsamare i defunti grazie alle sue proprietà antibatteriche e, attenzione, già nell'antica Roma la cannella era presentata come una spezia afrodisiaca ma fu nel Cinquecento che l'effetto stimolante a livello sessuale di questa droga fu sancito da diversi trattati medici. Insomma, una spezia davvero da non sottovalutare. 
'Fatti una cannella': brucia i grassi ed è alleata del sesso
Anche perché (o soprattutto) un recente studio ha dimostrato che permette infatti di stimolare la termogenesi, un particolare processo metabolico che consiste nella produzione di calore da parte dell'organismo, soprattutto nel tessuto adiposo e muscolare favorendo così l’ossidazione del grasso e la conseguente diminuzione del peso. Lo studio, condotto da un gruppo di ricercatori del Nestlé Research Center che, insieme agli studiosi dell'Università di Tokyo, hanno osservato come l'aldeide cinnamica, sostanza principale che conferisce il particolare aroma alla cannella, faccia aumentare i livelli di dispendio energetico e di ossidazione del grasso. Come scrive l'Adnkronos, la ricerca è stata condotta su un campione di 15 uomini di età compresa tra i 20 e i 50 anni, ai quali è stato chiesto di ridurre al minimo l’attività fisica: per prendere parte all'indagine sono stati invitati a usare la propria auto o i mezzi pubblici. Non solo. Non è stato concesso loro il consumo di caffeina né l’assunzione di cibi piccanti nei due giorni precedenti l’esperimento. I soggetti sono stati istruiti a rimanere in silenzio e in stato di riposo con la possibilità di guardare la televisione. E i risultati sono stati davvero importanti, per certi versi sorprendenti. 

Secondo gli esperti, quindi, "realizzare ricette opportunamente speziate potrebbe rappresentare un vantaggio terapeutico", utilizzando questa ed altre sostanze (vedi peperoncino) non solo per insaporire i piatti, ma anche per ricavarne un vantaggio per la propria salute. 
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