Confindustria oggi il dopo-Squinzi: Boccia favorito ma è "la maledizione del delfino"

31 marzo 2016 ore 10:42, Americo Mascarucci
Continuità o rottura con il passato
La risposta arriverà oggi quando il Consiglio Generale di Confindustria eleggerà il successore di Giorgio Squinzi. A contendersi la carica di presidente infatti ci sono due candidati che si combattono proprio nel segno della continuità con le precedenti gestioni e della rottura con il passato più o meno recente. 
Rappresentante della discontinuità il bolognese Alberto Vacchi, numero uno del Gruppo IMA, azienda di alto profilo internazionale, leader nel settore della progettazione e della produzione di macchine automatiche per il processo e il confezionamento di prodotti farmaceutici, cosmetici, alimentari, tè e caffè; è sostenuto dai metalmeccanici della FIOM, da Romano Prodi, ma soprattutto da Gianfelice Rocca, numero uno di Assolombarda, e in base alle indiscrezioni dagli ex presidenti Luca Cordero di Montezemolo e Antonio D’Amato. Si sono schierati dalla sua parte l’Emilia Romagna (eccezion fatta per i 2 voti di Reggio Emilia), la Lombardia (ma non i 4 voti di Lecco-Sondrio e Mantova, mentre permangono i dubbi sulla scelta di Brescia, città dell’ex candidato Bonometti), Federmeccanica, Ucima, Federacciai, Farmindustria, parte del Veneto e del Friuli Venezia Giulia.
A segnare invece la continuità c’e il salernitano Vincenzo Boccia, proprietario di una impresa di Arti grafiche ed ex presidente della Piccola e media industria, dal 2009 al 2013.

Confindustria oggi il dopo-Squinzi: Boccia favorito ma è 'la maledizione del delfino'
A sostenere in prima linea Vincenzo Boccia c’è invece la numero uno dell’ENI ed ex presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Voteranno per lui la Piccola industria, Sicilia, Sardegna, l’Anie, il Piemonte, la Valle d’Aosta.
Fino a poco tempo fa i candidati erano quattro. A Boccia e Vacchi si aggiungevano anche Aurelio Regina e Marco Bonometti. Dopo mesi di dibattito, i due hanno scelto di ritirarsi appoggiando il candidato bolognese, non senza qualche polemica. 
Chi la spunterà dunque? Il delfino della Mercegaglia o piuttosto l’uomo della rottura? 
L’esito è incerto, il distacco fra i due imprenditori appare minimo, come avvenne nel 2012 quando uscì vincitore l'attuale presidente Giorgio Squinzi contro Alberto Bombassei. Boccia il delfino secondo i rumors sarebbe leggermente favorito. Ma la "maledizione" dei delfini è sempre dietro l’angolo visto che spesso e volentieri proprio essere l’erede naturale di chi lascia il potere è foriero di "sfortune" politiche.  

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