Modello Tel Aviv: l'Europa guarda ai controlli agli aeroporti del Mossad

31 marzo 2016 ore 11:24, Americo Mascarucci
Chi ha avuto l’occasione di affrontare un viaggio in Medio Oriente sa perfettamente quanto siano rigide e scrupolose le misure di sicurezza e i controlli alle frontiere con Israele. 
Prima di salire a bordo i passeggeri sono sottoposti a vari accertamenti, con tanto di interrogatorio sulle ragioni del viaggio, la data della prenotazione, i tempi del soggiorno, il contenuto dei bagagli, l’identità di chi ha preparato le valigie, dove queste sono state custodite, per quanto tempo ecc. Il tutto ovviamente legato a ragioni di terrorismo. 
Ebbene, l’eccezione israeliana probabilmente adesso diventerà una regola in tutta Europa dove si rende ormai inevitabile prevenire il rischio di possibili attentati modello Parigi o Bruxelles. Ancora di più dopo che si sono scoperte le falle dei sistemi di sicurezza.
Modello Tel Aviv: l'Europa guarda ai controlli agli aeroporti del Mossad
Pare infatti che l’Fbi avesse avvisato per tempo tanto l’Olanda che il Belgio della presenza sui propri territori dei kamikaze che si sono fatti esplodere a Bruxelles segnalandoli come pericolosi. Nonostante ciò i due sono riusciti comunque ad organizzare e mettere in atto gli attentati. 
Dunque i servizi di intelligence europei non sono più ritenuti altamente affidabili. 

Ecco allora che negli aeroporti europei arriveranno misure di sicurezza molto rigide sul modello di quelle praticate dagli israeliani. Il comitato Ue per la sicurezza aerea, convocato in anticipo dopo gli attentati di Bruxelles valuterà l'introduzione dei controlli per accedere agli aeroporti. Come riferisce l’Ansa di fronte al flop dell'intelligence e della cooperazione tra i 28, la sola risposta immediata sembra essere il rafforzamento delle misure di sicurezza. 
L'opzione sul tavolo degli esperti è l'introduzione di uno "stile Tel Aviv", hanno spiegato fonti Ue, con metal detector all'entrata degli aeroporti per bagagli e persone più controllo di biglietto e passaporto. 
Dopo l'esplosione nell'area check-in nello scalo di Zaventem, e le richieste arrivate dalla stessa polizia aeroportuale di Bruxelles e a cui già sta lavorando Bruxelles Airport, l'intenzione è seguire la strada che già scelse Mosca quando nel 2011 un attentato kamikaze fece 37 morti allo scalo di Domodedovo.
Dati i costi aggiuntivi pari al 10% e le dimensioni molto variegate degli aeroporti europei dove molti sono regionali e meno appetibili per i terroristi, secondo le fonti Ue si andrà verso "raccomandazioni non vincolanti". Il punto, fanno notare a Bruxelles, è che "il rischio zero non esiste, per questo l'obiettivo sarà mantenere un approccio di proporzionalità". Lo stesso seguito dopo lo sventato attacco la scorsa estate nel treno ad alta velocità Amsterdam-Parigi: si è valutata l'introduzione di controlli di bagagli e identità nelle stazioni ferroviarie, ma dati i costi elevati e gli intralci alla circolazione non sono state finora imposte norme di sicurezza Ue obbligatorie.
 

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]