Roma, CasaPound: "Roma ha segnato il distacco con Salvini "berlusconiano": trattati come appestati"

31 marzo 2016 ore 12:14, Lucia Bigozzi
“Salvini? Non è una sorpresa: traccheggia ancora con Berlusconi”. “E’ Roma che ha segnato il distacco: ci tengono lontani come appestati per inseguire il voto moderato che è già piazzato nell’area Renzi-Marchini-Berlusconi ed ormai è un voto irrisorio”. Due concetti-chiave del ragionamento di Simone Di Stefano, vicepresidente nazionale di Casapound e candidato sindaco per Roma, nella conversazione con Intelligonews sul “dietrofront” del leader della Lega. Ce n’è anche per Francesco Storace al quale il Movimento ha proposto il ticket per il Campidoglio ma… 4

Come commenta le parole di Salvini che dice di non incontrarvi da due anni? Molti giornali oggi parlano di una Lega che scarica Casapound: è così?

«Non servivano queste parole di Salvini per capire che c’è l’intenzione di non fare insieme il percorso che gli elettori si aspettano creando quello che potrebbe essere un soggetto identitario nazionale forte, in grado di rompere definitivamente coi vecchi schemi del centrodestra. Questa non volontà da parte della Lega è ormai abbastanza chiara a tutti, visto anche le vicende romane: per questo le parole di Salvini non arrivano inaspettate. A Roma corriamo contro la Meloni e dunque contro la volontà di Salvini, e del resto che le cose siano abbastanza chiare è fin dalla manifestazione a Bologna alla quale non siamo andati. Noi vogliamo stare fuori dal centrodestra e costruire un progetto interessante per gli elettori che si sono stufati di stare a sentire i desiderata di Berlusconi o di sapere cosa devono fare i moderati della loro vita. Invece, Salvini traccheggia ancora con Berlusconi e i moderati»

C’entrano qualcosa le liste di Milano o è Roma che ha segnato il distacco tra Casapound e la Lega?

«No. E’ Roma che ha segnato il distacco. Qui, a Roma c’era la possibilità di fare un esperimento forte; al contrario noi siamo stati in qualche modo tenuti lontani come fossimo appestati, tanto da Salvini quanto dalla Meloni. La candidatura della Meloni è stata appoggiata dal Salvini e il giorno dopo la sua ufficializzazione, si è iniziato a piangere per ottenere l’appoggio di Berlusconi che, ovviamente, non ne ha nessuna intenzione perché vuole portare avanti Marchini. Anche per questo la Meloni dice che non ci conosce e Salvini prende le distanze…».

Dica la verità: perché questo distacco. Cosa c’è dietro? 

«Perché si continua a inseguire il voto dei moderati; perché dicono che noi facciamo paura ai moderati. Ma non hanno ancora capito che il voto dei moderati è completamente piazzato nell’area di Renzi, Marchini, Berlusconi; sta lì e peraltro ormai è irrisorio. Noi, invece, dobbiamo ritrovare la forza e il coraggio di parlare a quel 50 per cento di italiani che sono schifati, che non vanno a votare: sta in quell’alveo la forza elettorale di un progetto di cambiamento vero». 

La Meloni ha detto di non conoscervi e lo ha fatto pubblicamente ad Agorà; Salvini vi  “scarica”: se Bertolaso o la Meloni andassero al ballottaggio su chi convogliereste i vostri voti?

«Bertolaso-Meloni al ballottaggio sono fantascienza. Noi non voteremo per nessuno al ballottaggio semplicemente perché non cambia niente. Se non andremo noi al doppio turno, non cambia nulla né importa chi sarà al governo di Roma dal momento che i grillini non hanno la forza per governare una situazione come quella romana e verranno travolti; il Pd ha già amministrato e la Meloni ha già amministrato: molti dimenticano che per cinque anni ha sostenuto Alemanno. Oggi dovrebbe andare in giro per Roma a dire ‘noi per Roma abbiamo fatto questo, adesso votateci’; invece la sento dire via i campi rom, italiani in testa alle graduatorie per le case popolari; ma quando amministrava con Alemanno perché non lo ha fatto? ».

Deluso o disilluso? 

«Dico che la cartina di Tornasole del progetto Salvini-Meloni era proprio la nostra partecipazione ma visto che siamo stati esclusi, so per certo che questa avventura elettorale resta solo tale e quale. E se anche si dovesse tradurre in una vittoria - ipotesi remota – non vedremo alcun cambiamento, così come non lo abbiamo visto durante il governo di Alemanno in Campidoglio »

Verrebbe da dire Casapound snobbata dal centrodestra esattamente come Storace? 

«Storace viene snobbato, di noi invece hanno paura»

C’è chi considera ciò che sta avvenendo nel centrodestra una ‘roba’ tra ex colonnelli di An. Qual è la sua valutazione?

«E infatti noi abbiamo chiesto a Storace di sostenere la mia candidatura a sindaco di Roma perché la novità è il ticket Di Stefano sindaco e Storace vicesindaco; sarebbe al tempo stesso anche la riprova che il progetto di Storace e la Meloni non è una guerra fra vecchi colonnelli di An, perché al contrario, è proprio questo che viene percepito dai romani. Se avessero sostenuto un movimento giovane, fresco e radicato sul territorio come il nostro, avrebbero proposto alla città e agli elettori una vera novità»

Ma Storace cosa vi ha risposto?

«Per il momento preferisce traccheggiare; o meglio: ho l’impressione che Storace stia ancora tentando di fare il candidato sindaco del centrodestra, ma il centrodestra è morto e non se ne è accorto nessuno, tranne noi»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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