La Russia (non) si è ritirata dalla Siria? Le truppe di Mosca decisive a Palmira

31 marzo 2016 ore 13:12, Americo Mascarucci
Ma la Russia si è davvero ritirata dalla Siria?
Una domanda tutt'altro che retorica se si considera che Mosca ha confermato l' impiego di forze speciali sul campo in missioni di combattimento. Secondo quanto confermato da alcuni funzionari russi e riportato dal Washington Post un gruppo di forze speciali d'élite russe, la Spetsnaz, avrebbe contribuito al successo della campagna militare per la riconquista di Palmira.
La riconquista della città da parte dell'esercito di Assad è avvenuta con il concorso di forze iraniane e da Hezbollah libanesi ma soprattutto grazie al sostegno delle forze speciali russe al comando del generale Alexander Dvornikov, vice comandante del distretto militare centrale in Russia. Nella sua prima intervista dall'inizio del progressivo ritiro dalla Siria, cominciato il 15 marzo scorso, il generale ha ammesso l'impiego di truppe di terra e di forze speciali al quotidiano del governo russo Rossiyskaya Gazeta: "Non nego che le nostre Forze Operative Speciali siano utilizzate in Siria. Conducono ricognizioni di terra di obiettivi pre-selezionati per gli aerei militari russi, assistono gli aerei militari in termini di orientamento in zone remote ed eseguono altre operazioni".

La Russia (non) si è ritirata dalla Siria? Le truppe di Mosca decisive a Palmira
Il tutto mentre circolano indiscrezioni circa un presunto accordo che sarebbe stato raggiunto fra Stati Uniti e Russia per consentire l'esilio volontario del presidente siriano Bashar Assad in un Paese amico nell'ambito dei negoziati per arrivare a una soluzione politica alla guerra in Siria. E' quanto scrive oggi il quotidiano panarabo al Hayat, con sede a Londra, citando una fonte diplomatica del Consiglio di sicurezza dell'Onu.
Secondo la fonte, il segretario di Stato americano John Kerry avrebbe già informato diversi alleati arabi di tale accordo, precisando però che "la tempistica del trasferimento e il suo contesto politico non sono ancora chiari".
Sarà davvero così? E La Russia che garanzia avrà avuto per sacrificare l'alleato storico?


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