Pensioni da fame, Gotti Tedeschi: "Invecchiamo, non facciamo figli. E l'immigrazione? Non compensa il gap"

31 marzo 2016 ore 14:26, Marta Moriconi
Secondo l’osservatorio delle pensioni dell’Inps, "al primo gennaio 2016, le pensioni erogate dall'Inps, con esclusione di quelle a carico delle gestioni dipendenti pubblici ed ex-Enpals, sono 18.136.850. Di queste, 14.299.048 sono di natura previdenziale, cioè derivano dal versamento di contributi previdenziali, mentre le altre 3.837.802, che comprendono invalidità civili, indennità di accompagnamento, pensioni e assegni sociali, sono di natura assistenziale". La maggiore concentrazione di questo importo è per le pensioni cosiddette medio-basse, e parliamo di importi inferiori ai 750 euro mensili. Cosa succede. La sintesi estrema, ma efficace, che leggerete di seguito è di Ettore Gotti Tedeschi, già banchiere dello Ior ed economista di rilievo, che a IntelligoNews regala questa riflessione: 

Pensioni da fame, Gotti Tedeschi: 'Invecchiamo, non facciamo figli. E l'immigrazione? Non compensa il gap'
Abbiamo letto, presentato addirittura con toni strazianti, che due terzi dei pensionati italiani vivono di pensioni sotto la famosa soglia minima. Ma statistiche a parte, qualcuno riesce a spiegarci il perché? Perché non hanno versato i contributi? Perché non denunciavano redditi  e conseguentemente non pagavano contributi? Perché permettere questo andazzo è stato uno stile del Paese per sessantanni? Qualcuno potrebbe dirci, per esempio, quante di queste pensioni, che sono sotto il minimo, vengono da lavoratori agricoli? Potrebbero anche spiegarci a quanto ammonta il contributo di solidarietà che grava sulle pensioni alte? Se ci spiegassero tutto ciò potremmo scoprire che qualcuno non merita tanta solidarietà?(E prescindo  dalle pensioni di invalidità, quelle cosiddette baby e quelle cosiddette sociali. Ovviamente, prescindo anche dai vitalizi politici).
Il lettore rifletta: questa situazione di disagio è, anch’essa, dovuta al crollo della natalità e al conseguente invecchiamento della popolazione, alla deformazione della crescita economica, alla crescita delle tasse. Posso ricordare che dagli anni ’70 ad oggi il peso delle imposte sul Pil è raddoppiato, con le conseguenze che stiamo vivendo? Posso ricordare che la politica di immigrazione decisa dovrebbe compensare questo gap? E che c’è qualcuno che ci crede?".
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