Inchiesta Welfare, condanna per Iannace: "Su di me accanimento"

31 marzo 2016 ore 21:18, Andrea Barcariol
Sei anni di reclusione (di cui tre indultati) e cinque anni di interdizione dai pubblici uffici per peculato e tentata truffa. E' Questo il verdetto con il quale il Tribunale di Avellino ha condannato il consigliere regionale Carlo Iannace, eletto nella lista "De Luca Presidente", al termine del processo di primo grado nato dall'inchiesta, del 2011, su una serie di gravi irregolarità su ricoveri e interventi di chirurgia estetica spacciati, secondo l'accusa, per interventi oncologici, operazioni eseguite nell'Azienda ospedaliera "San Giuseppe Moscati" di Avellino dove Iannace svolgeva la mansione di responsabile dell'unità senologica. Dalle indagini della Guardia di Finanza sarebbero emersi interventi estetici e di chirurgia plastica, come mastoplastiche e liposuzioni, venivano trasformati in neoplasie gravi attraverso la falsificazione della documentazione. Tra gli imputati condannati, alla stessa pena di Iannace, anche Francesco Caracciolo, ex primario di chirurgia dello stesso ospedale.

Inchiesta Welfare, condanna per Iannace: 'Su di me accanimento'
Dopo la sentenza sono arrivate subito le parole di Iannace: "Il processo è solo alle fasi iniziali. Certo ho la conferma e la sensazione che ci sia una regia, cosa che ho verificato in questi anni, che va al di là di ogni ragionevole valutazione". Ora l'attesa è per le motiviazioni: "Sono e resto fiducioso nella giustizia, d'altronde non so ancora oggi, cosa ho fatto? Ho sempre agito per il bene della povera gente e perseguendo i valori della mia professione. Ricorreremo in appello, e fino a prova contraria, sarà l'ultimo grado di giudizio a dover dire e confermare il tutto. Poi, ho la sensazione che ci sia stato un accanimento terapeutico, ma avremo il tempo per dimostrarlo. Ne sono certo. Per il resto, ho già dato mandato ai miei legali per tutte le altre vicende, Severino compresa". Non solo. "Auspico solo per il bene di questa terra e della povera gente che, si faccia luce su questa procura e sui loro metodi e precedimenti. Poi un tribunale che non fa differenziazioni su nessuno dei casi sottoposti alla sua attenzione per i quali abbiamo presentato una valanga di testi che hanno dimostrato la bontà del mio operato ed il pieno rispetto delle regole, lascia francamente molto perplessi. Sono vittima di una profonda ingiustizia, e questo la gente, quella per bene, lo sa e lo sanno anche e lo dico alla stampa, tutti coloro che hanno dei conflitti d'interessa nella sanità privata in Irpinia chiamati a giudicare ed esprimersi sul mio caso. Ma ripeto faremo luce su tutto".
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