La lotta all'epatite C costa cara: Regioni in rosso ma c'è il rimborso

31 marzo 2016 ore 21:08, Andrea Barcariol

Un rimborso record da 245 milioni di euro. È quanto l’azienda farmaceutica Gilead provvederà a restituire al Servizio sanitario nazionale attraverso note di credito alle regioni, per aver raggiunto il terzo scaglione di sconto per Sovaldi e Harvoni, i farmaci contro l’epatite C prodotti dalla stessa società. È quanto previsto dall’accordo prezzo/volume sottoscritto dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e Gilead. Secondo gli ultimi dati Aifa sono 40.721 i trattamenti avviati. La restituzione avverrà con le modalità e le tempistiche indicate dalla Determinazione Aifa n. 445/2016 pubblicata nella GU n. 72: “Attività di rimborso alle regioni in attuazione del meccanismo prezzo/volume”. La società dovrà quindi emettere note di credito alle strutture sanitarie autorizzate fino a concorrenza degli importi dovuti, entro i 30 giorni successivi alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della determinazione sopra richiamata. Sistema di restituzioni che garantisce la completa applicazione dell’accordo prezzo/volume sottoscritto dalla Gilead, nonché la  tracciabilità e la verifica degli importi dovuti complessivamente alle regioni. L’Aifa sottolinea il ruolo dei nuovi registri che hanno “consentito in soli 5 giorni dal raggiungimento della soglia prevista, di verificare, tra Ssn e azienda farmaceutica, la congruità del numero dei trattamenti avviati con i farmaci in questione, la spesa e quindi l’importo dovuto a carico di Gilead a fronte dell’applicazione del meccanismo prezzo/volume”.

La lotta all'epatite C costa cara: Regioni in rosso ma c'è il rimborso
Numeri da capogiro, come quelli delle regioni italiane che nel 2015 hanno speso un miliardo e 600 milioni per farmaci innovativi, principalmente prodotti contro l’Epatite C. Si tratta di una cifra molto superiore al fondo straordinario dedicato dal ministero a questi medicinali, che era di mezzo miliardo per il primo anno, ma non tiene conto degli sconti praticati dall’industria produttrice. I numeri danno l’idea di quale impatto hanno sull’economia del sistema sanitario le nuove molecole, quelle già presenti e quelle che presto saranno disponibili anche in Italia. Si tratta di prodotti contro l’Alzheimer, l’Hiv, i tumori ma anche il colesterolo. Il piano anti Epatite C prevedeva inizialmente la consegna della terapia a 50mila pazienti con una spesa di 750 milioni di euro finanziata con il fondo straordinario del ministero. L’epatite C di solito si diffonde attraverso il contatto con il sangue: le persone che usano droga per via endovenosa possono contrarre l’epatite se condividono gli aghi con qualcuno che ha già il virus, gli operatori sanitari (come infermieri, tecnici di laboratorio e medici) possono contrarre questa infezione se accidentalmente vengono a contatto con un ago che è stato utilizzato su un paziente infetto. La maggior parte delle persone non si sente male appena viene infettata dal virus dell’epatite C, ma il virus rimane nel fegato a provocare infiammazioni croniche. I malati non avvertono alcun sintomo per anni, tuttavia l’epatite C è una malattia cronica.Chi ne soffre ha bisogno di essere controllato periodicamente con attenzione da un medico, perchè la malattia può anche portare a cirrosi (cicatrizzazione del fegato) e al cancro al fegato. Il virus dell’epatite C può sopravvivere al di fuori del corpo a temperatura ambiente e sulle superfici per almeno 16 ore, ma comunque per non più di 4 giorni.


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