Berlusconi accelera sul “gran” Consiglio: Fitto si sfrega le mani. Alfano al bivio?

31 ottobre 2013 ore 18:35, Lucia Bigozzi
Berlusconi accelera sul “gran” Consiglio: Fitto si sfrega le mani. Alfano al bivio?
Silvio Berlusconi rompe gli indugi. Gli spifferi di Intelligonews, segnalano grandi manovre a Palazzo Grazioli, dove per tutto il giorno è stato un andirivieni di falchi e pontieri.
Prima il pranzo con i fedelissimi Bondi e Verdini, poi il summit coi pontieri Gasparri, Matteoli e Romani. Quello che appare ormai a un passo dall’ufficialità, è che il Cav. vuole accelerare l’approdo alla nuova Forza Italia, ma per farlo deve anticipare i tempi del Consiglio nazionale del Pdl, fissato per l’8 dicembre. Ma non c’è solo questo tra le variabili che prendono quota in queste ore: nell’inner circle berlusconiano l’intenzione del leader viene letta come una mossa per far uscire allo scoperto i governativi e costringere gli indecisi a decidere. A cominciare da Angelino Alfano col quale – stando ai rumors – nelle ultime 48 ore i rapporti si sarebbero raffreddati. Altro elemento: evitare logoramenti fino al voto sulla decadenza. Anche per questo, Berlusconi starebbe accarezzando l’idea di convocare il Consiglio nazionale entro le prossime due settimane. Le date in ballo sono il 9 o il 16 novembre. Anche i lealisti spingono per anticipare i tempi di quella che appare sempre più come una resa di conti finale tra le due componenti interne. Fitto è convinto di avere i numeri (alias voti) dalla sua parte e in questo modo pensa di ostacolare il tour dei governativi nelle regioni per raccogliere adesioni al documento che – come annunciato da Formigoni a Intelligonews – è già pronto e sarà ufficializzato nei prossimi giorni. Dal canto loro, i governativi rivendicano un vantaggio sui competitor, forti del fatto che lo stesso Berlusconi, in fondo, non voglia spezzare ilo filo delle larghe intese, tenendo separati i destini del governo da quelli della sua decadenza da senatore. Proprio lui che delle larghe intese è stato il principale sponsor e che da dentro può continuare a “condizionare” politicamente l’agenda di Enrico Letta. Posizione di forza che perderebbe nel caso di crisi conclamata e voto anticipato, affrontando una campagna elettorale ridotta a pochi mesi e non da protagonista diretto. Eppoi c’è Giorgio Napolitano che di voto anticipato non vuol sentir parlare almeno fino a quando i partiti non si metteranno di impegno – vero – a riformare il Porcellum. Conditio sine qua non.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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