Adinolfi: "Il sì al gender e il no alla mamma che allatta: Zuckerberg riveda la vita su Facebook"

31 ottobre 2014 ore 15:18, Andrea De Angelis
In Inghilterra la storia di mamma Emma e della neonata Carene, con la foto dell'allattamento rimossa da Facebook e la solidarietà della rete alla famiglia, sta diventando sempre più un caso mediatico. IntelligoNews ne ha parlato con il giornalista e scrittore Mario Adinolfi...  
Adinolfi: 'Il sì al gender e il no alla mamma che allatta: Zuckerberg riveda la vita su Facebook'
Che idea si è fatto dell'accaduto? «La prima cosa che mi sento di dire è l'evidenziare come la fiducia nella vita abbia vinto, prima di qualsiasi polemica e discussione sottolineiamo che questo regala gioia, premia la vita, regala momenti unici e irripetibili». Da condividere... «Esatto, è normale che simili momenti di gioia si vogliano condividere anche sul proprio profilo Facebook». La naturalezza di un simile inno alla vita non è però pubblicabile, mentre lo sono ad esempio i perizomi di turno e le violenze sugli animali. «Sono convinto che nel management di Facebook, a partire dal signor Zuckerberg, vi debba essere una ristrutturazione comprensiva sulle questione legate alla vita, all'infanzia e alla maternità. Non è il primo caso di nudità che viene cancellata pur avendo a che fare con la maternità». E a proposito di maternità, un capitolo del suo libro "Viva la mamma" venne eliminato... «Nel mio caso si è trattato di una vera e propria censura di contenuto che ha erroneamente portato il management di Facebook ad intervenire perché probabilmente ci sono dei riflessi incondizionati che andrebbero studiati...». Si spieghi meglio. «Mi riferisco sia ai logaritmi che agiscono sulle pagine in modo quasi automatico, sia dal punto di vista della policy aziendale: non è possibile avere un social network che crede in 58 diversi generi in ossequio alle teorie del gender, ma offusca, cancella, censura la figura più naturale possibile quale è la mamma che allatta il proprio figlio in un momento così particolare di gioia». 
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