Dalla Caporetto del Sindaco Marino alla croce del giudice Deodato

31 ottobre 2015, Lucia Bigozzi
Dalla Caporetto del Sindaco Marino alla croce del giudice Deodato
Marino chiude il registro delle nozze gay all’estero che tra i primi aveva aperto insieme alla querelle con il ministro dell’Interno Alfano, ma anche quello della sua consiliatura in Campidoglio. La settimana si chiude col numero 26, un consigliere comunale in più di quelli necessari a far cadere il sindaco-marziano, ma si era aperta con la sentenza del Consiglio di Stato che di fatto “annulla” il registro del Marino sindaco in sella, qualche mese fa. 

LA CAPORETTO DEL SINDACO. Tutto in un giorno: ieri alle tredici scatta la “caccia” al 25, cioè al numero di consiglieri necessario per buttare giù Marino. Tra sì, no, forse, alla fine il Pd che di consiglieri ne ha solo 19, raccoglie le firme che servono: 21 dalla maggioranza e sei dall’opposizione. Una mossa con la quale il Nazareno evita l’imbarazzo dell’Aula e della mozione di sfiducia al “suo” sindaco (che a metà settimana ha ritirato le dimissioni) da votare davanti ai romani. Mossa tattica che non toglie le castagne dal fuoco della pentola dei dem che da questa partita usciranno comunque con le ossa rotte. Ora si lavora al dopo. Scatta la ridda dei nomi e nelle file della strana maggioranza renziana c’è chi lancia per il Campidoglio il nome della romanissima Beatrice Lorenzin, nonché ministro alfaniano e secondo molti anche filo-renziano. 

Sul fronte del centrodestra Fi è in pressing su Alfio Marchini, mentre resta in pol tra i papabili quello di Giorgia Meloni. Dalle file della Lega, Gianmarco Centinaio, commissario di Noi con Salvini per Roma e il Lazio tiene aperto lo scenario: “Stiamo ragionando con personalità romane per capire se sono disposte a impegnarsi con noi per la città”. E in vista dell’8 novembre a Bologna chiude la querelle con Casapound. Il consigliere comunale di FdI Fabrizio Ghera attacca i dem romani e la parlamentare romana dei 5S Roberta Lombardi rincara la dose anticipando la strategia grillina. Interessanti le letture di Luca Casarini (Sel), Chiara Geloni e il parlamentare ex Pd Stefano Fassina sul caso Marino e sull’altra questione che segna un altro addio nei ranghi dem: le dimissioni di Corradino Mineo che incassa il sostegno di Paolo Ferrero (Prc) e a Intelligonews svela il suo progetto. 

UNIONI CIVILI IN SENTENZA. E’ l’altro tema che infiamma il dibattito politico fuori e dentro il parlamento. La sentenza del Consiglio di Stato dice no alle trascrizioni delle nozze tra persone dello stesso sesso celebrate all’estero. Intelligonews raccoglie le voci di Alessandro Cecchi Paone (Fi) che spiega perché quella sentenza è sbagliata e, sul fronte opposto, la Manif Pour Tous la considera una “vittoria sull’attivismo ideologico dei sindaci”. Sull graticola, internettiana e politica, finisce il relatore della sentenza il giudice Deodato. Un caso che fa discutere, analizzato nell’editoriale del direttore di Intelligonews Fabio Torriero dal titolo “Deodato in croce: quando la "radiografia" del giudice vale solo per i cattolici”. E se Mario Adinolfi, direttore de La Croce dice “abbiamo vinto nelle piazze, nei tribunali e in parlamento”, per Anna Paola Concia ex parlamentare dem, in prima linea nelle battaglie per i diritti civili è convinta che il fronte cattolico conservatore “non abbia vinto nulla”. 

La partita non è finita. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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