Elezioni Usa: il Dow Jones svela il 45esimo presidente Usa

31 ottobre 2016 ore 10:44, Luca Lippi
L’andamento del Dow Jones, l’indice di Borsa statunitense, quest’anno è seguito con maggiore attenzione del solito, il perché si legge nel fatto che col mese di novembre di quest’anno sarà eletto il successore di Barack Obama alla Casa Bianca. 
Per i mercati è importantissimo sapere chi si trasferirà all’inizio del prossimo anno al numero 1600 di Pennsylvania Avenue, a Washington.
Facendo un breve excursus dell’andamento di Wall Street dal 1980 ad oggi, scopriamo che il mercato azionario americano parli più di quanto non si immagini. 
Al fine di monitorare le variazioni dell’indice Dow Jones nei mesi precedenti alle elezioni presidenziali, si nota sempre che gli investitori sarebbero sempre ostili o prudenti, rispetto a un cambio di colore politico del nuovo presidente. Non importa che sia repubblicano o democratico, perché si riscontra come vi sia sempre la tendenza a vendere, quando ci si attende un passaggio di consegne tra i 2 schieramenti.
A otto giorni dalle elezioni presidenziali negli USA, i sondaggi continuano a dare la candidata democratica Hillary Clinton davanti a Donald Trump, anche se non è chiara l’entità del suo vantaggio. 
In generale, dai sondaggi si rileva un lieve recupero di Trump dopo la clamorosa riapertura delle indagini a carico della Clinton da parte dell’Fbi per lo scandalo emailgate.

Elezioni Usa: il Dow Jones svela il 45esimo presidente Usa

I mercati quindi non stanno scontando del tutto una vittoria della Clinton. 
Sappiamo già da quasi un secolo di risultati elettorali, che Wall Street riesce ad anticipare con una probabilità di successo di circa l’85% il nome del vincitore, reagendo con un rialzo nei tre mesi precedenti al voto, quando ritiene che alla Casa Bianca vada il candidato del partito già al governo, scivolando nel caso opposto. 

I segnali del mercato
In queste elezioni, non solo la borsa americana dovrebbe reagire male alla previsione di una vittoria di Trump, in quanto candidato dell’opposizione, ma a maggior ragione, trattandosi di una personalità abbastanza fuori dagli schemi, una sorta di ‘extraterrestre’ della politica e avendo impostato la sua campagna elettorale su restrizioni al commercio con la Cina e un atteggiamento duro con il vicino Messico, al cui confine vorrebbe erigere un muro, il cui costo sarebbe stimato in 12 miliardi di dollari e che almeno in parte sarebbe addossato al governo messicano.
Per questo, oltre all’andamento dell’indice S&P 500, il mercato ha iniziato a seguire il trend del cambio tra peso messicano e dollaro, mentre più complicato appare la relazione tra la performance di Trump e quella del rublo, visto che la valuta russa risente più direttamente dell’andamento delle quotazioni petrolifere. In ogni caso, essendo Trump considerato molto incline a un atteggiamento amichevole con Vladimir Putin, il rublo dovrebbe apprezzarsi, nel caso di odore di vittoria del repubblicano.
In conclusione, a otto giorni dall'elezione i mercati non hanno ancora preso una direzione, segnale che oltre i sondaggi, anche i mercati non riescono a intravvedere una reale conclusione certa dell'esito, oppure ne hanno già scontato il risultato masenza troppo entusiasmo.

autore / Luca Lippi
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