Halloween, Adinolfi: "Cattolici, basta 'va bene tutto'! Cosa ho detto alle mie figlie"

31 ottobre 2016 ore 11:37, Andrea De Angelis
La festa di Halloween entra nelle scuole e nelle case italiane anche quest'anno. Sdoganata da un paio di decenni "in modo importante", la ricorrenza è sempre più legata al suo aspetto commerciale. Pochi ne conoscono le origini, anzi le stesse sono secondo più di uno studioso ancora dubbie. Detto ciò, sono tanti coloro i quali la biasimano, giudicandola pericolosa e sbagliata. Tra questi anche il direttore de La Croce Quotidiano e leader de Il Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, sentito stamane da IntelligoNews...

Questa mattina a Roma tanti i bambini mascherati per le strade. E la festa riguarda anche i grandi, che come noto la vivono in orario notturno. Cos'è, un cambiamento dei tempi? Quanto culturale e quanto religioso? E cosa non è arrivato della vostra denuncia che muovete da tempo?
"Non è arrivato che molti, anche nel mondo cattolico, continuano ad essere distratti rispetto a un'esigenza molto forte di difesa delle nostre radici. Del resto pensiamo che ieri uno scrittore si è permesso di dire poco dopo il crollo di San Benedetto a Norcia che era divertente il fatto che fossero cadute delle chiese. Se non difendiamo le nostre radici permettiamo tutto. Anche il fatto che nessuno si ricordi che sia Ognissanti. Mi è capitato di leggere una riflessione di Massimo Introvigne, persona colta e intelligente, che a lungo ha difeso Halloween. Noi dobbiamo avere chiaro questo problema". 

Cosa fare dunque?
"Difendere con nettezza in termini culturali prima ancora che religiosi le nostre radici e tradizioni. Quello che noi siamo. Altrimenti diventiamo territorio di conquista da parte di culture e tradizioni anglofone. Tutto è assolutamente connesso, del resto se permettiamo a un editorialista di scrivere sulle chiese quello che ho appena detto, ci possiamo scandalizzare molto meno a quel punto per i bambini che si travestono".

Halloween, Adinolfi: 'Cattolici, basta 'va bene tutto'! Cosa ho detto alle mie figlie'

Secondo lei qual è il vero problema?
"Stare dentro la cultura delle agenzie educative. Quali sono quelle tradizionali? La scuola, i giornali e la famiglia. Una volta c'erano anche la Chiesa e i partiti politici. Se nella scuola arrivano messaggi del tipo tana libera tutti, ci meravigliamo poi di dolcetto e scherzetto? Il problema è nostro, è di un mondo cattolico che non riesce più a fare e costruire una battaglia. Siamo solo in grado di dire che va bene tutto".

Ma cosa dice a quel genitore che risponde chiedendole cosa ci sia di male nel vestire per un giorno la figlia da strega?
"Gli diciamo che c'è da difendere quello che noi siamo. Soprattutto bisogna difendere la distinzione fondamentale tra bene e male, e stare dalla parte del bene vuol dire difendere la nostra cultura e, viva Dio, anche la nostra religione cattolica". 

Come lo ha spiegato alle sue figlie che non dovevano mascherarsi il 31 ottobre?
"Prima di tutto ho scelto una scuola cattolica in maniera che ci fosse un surplus di vigilanza. Da loro non si festeggia Halloween, ma si festeggiano i santi. Mi sono affidato a un'agenzia educativa, altra questione molto importante infatti è quella della libertà scolastica. La possibilità per un genitore di scegliere dove mandare i propri figli. Con questo meccanismo riesco a spiegare alle mie figlie, insieme alle suore Orsoline che insegnano alla piccola, visto che la grande ormai va all'Università, che cos'è il bene e che cos'è il male. Essere una strega è un male, essere invece una donna consapevole sarà il suo bene". 


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