Halloween, "no grazie": le ragioni cristiane del rifiuto

31 ottobre 2016 ore 12:15, Andrea De Angelis
Come ogni riflessione che si rispetti, è necessario partire dall'etimologia del termine. La parola Halloween rappresenta una variante scozzese del nome completo All Hallows' Eve, cioè la vigilia di Ognissanti (in inglese arcaico All Hallows' Day, moderno All Saints' Day). Dunque il 31 ottobre di ogni anno, indipendentemente dal giorno della settimana in cui esso cada. 

Detto ciò, occorre capirne le origini. Lo storico Nicholas Rogers nota che mentre alcuni studiosi hanno rintracciato le sue origini nella festa romana dedicata a Pomona - dea dei frutti e dei semi - o nella festa dei morti chiamata Parentalia, Halloween viene più tipicamente collegata alla festa celtica di Samhain. Il nome della festività, mantenuto storicamente dai Gaeli e dai Celti nell'arcipelago britannico, deriva dall'antico irlandese e significa approssimativamente "fine dell'estate". Secondo l'Oxford Dictionary of English folklore "certamente Samhain era un tempo per raduni festivi e nei testi medievali irlandesi e in quelli più tardi del folclore irlandese, gallese e scozzese gli incontri soprannaturali avvengono in questo giorno, anche se non c'è evidenza che fosse connesso con la morte in epoca precristiana, o che si tenessero cerimonie religiose pagane".
L'associazione centrale col tema della morte sembra affermarsi in un periodo successivo, e appare evidente nella più recente evoluzione anglosassone della festa con le sue maschere macabre. Negli ultimi anni del secolo la festività di Halloween ha assunto carattere consumistico, con un oscuramento progressivo dei significati originari. Ed è sempre più in crescita il numero di coloro che dicono "no" a tale ricorrenza. 

Halloween, 'no grazie': le ragioni cristiane del rifiuto

I cristiani sono in prima linea su questo fronte. "Mentre le celebrazioni religiose cristiane dei defunti e dei Santi hanno lo scopo di farci meditare sulla permanenza temporanea in questo mondo e di riavvicinarci alla comunione con i defunti con lo scopo di pregare per alleviare la loro permanenza e sofferenza nel Purgatorio e di venerare i Santi (per noi esempio di come deve essere vissuto il Vangelo), Halloween, al contrario, è estranea a questo contesto di preghiera ed inserisce i partecipanti in una atmosfera pagana. Molti, prendono dimestichezza con l’horror e le streghe in modo da non più temere tali prodotti infernali". Così don Michele Carlucci, che afferma: "Se sono un cristiano e se amo il Signore, non posso permettermi di partecipare a una festa in cui il Signore Gesù non ha posto, anzi, che va contro la Sua volontà".
"Non si può banalizzare il problema quando, a ridosso di Halloween, aumentano le famiglie che si rivolgono al nostro numero verde antisette perché i loro figli, attraverso festicciole e incontri apparentemente innocui, sono stati reclutati dai signori dell’occulto rimanendone poi segnati per tutta la vita". Questo l'ammonimento di don Aldo Buonaiuto.
Infine le parole pronunciate due anni fa da Padre Amorth: "Penso che la società italiana stia perdendo il senno, il senso della vita, l’uso della ragione e sia sempre più malata. Festeggiare la festa di Halloween è rendere un osanna al diavolo. Il quale, se adorato, anche soltanto per una notte, pensa di vantare dei diritti sulla persona. Mi dispiace moltissimo che l’Italia, come il resto d’Europa, si stia allontanando da Gesù, il Signore e, addirittura, si metta a omaggiare satana, la festa di Halloween è una sorta di seduta spiritica presentata sotto forma di gioco. L’astuzia del demonio sta proprio qui. Se ci fate caso tutto viene presentato sotto forma ludica, innocente. Anche il peccato non è più peccato al mondo d’oggi. Ma tutto viene camuffato sotto forma di esigenza, libertà o piacere personale. L’uomo è diventato il dio di se stesso, esattamente ciò che vuole il demonio".
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]