Manovra, Ue “insoddisfatta” da risposta Italia: i punti a rischio bocciatura

31 ottobre 2016 ore 17:28, Lucia Bigozzi
A Bruxelles la lettera del governo italiano con le motivazioni sulla 'flessibilità' della legge di stabilità ha suscitato ben più di un maldipancia. Ai piani alti dei palazzi europei si parla apertamente di “insoddisfazione”, il che secondo alcuni potrebbe rappresentare l'anticamera se non della bocciatura, di una richiesta di correzione. Il giorno utile per sapere cosa dirà ufficialmente l'Europa a Roma e dunque a Palazzo Chigi è domani, quando scade il tempo per l'ipotetica richiesta di revisione del provvedimento con cui il governo italiano indica la programmazione di bilancio per il 2017.  Richiesta di revisione che potrebbe scattare se a giudizio di Bruxelles la manovra economica di Palazzo Chigi dovesse rappresentare una sorta di 'deviazione' dai parametri e dagli obiettivi di aggiustamento dei conti pubblici. Del resto si sa, il tallone di Achille italiano (ma non solo per la verità) è l'elevato debito pubblico. Difficile tuttavia che l'Ue arrivi a tanto, anche perchè una 'semi-bocciatura' potrebbe scatenare una reazione da parte dell'Italia ma anche un precedente per altri Paesi già in 'ebollizione' in quanto a conti pubblici da far quadrare. 

Manovra, Ue “insoddisfatta” da risposta Italia: i punti a rischio bocciatura
Certo è che in queste ore sono al lavoro mediatori e 'pontieri' per arrivare a un punto di intesa che non scontenti nessuno. Renzi sul braccio di ferro con Bruxelles sulla legge di stabilità
si è speso molto finora e chi lo conosce bene sa che difficilmente sarà lui a fare per primo un passo indietro. Quello che ad oggi trapela da ambienti della Commissione Ue è che c'è insoddisfazione per la risposta dell'Italia ai rilievi eruopei e dal canto suo, Bruxelles ricorda a Roma che la possibilità di investire in prevenzione per la messa in sicurezza degli edifici con misure antisismiche fuori dal Patto di Stabilità è già prevista dalla comunicazione sulla Flessibiltà che risale al 13 gennaio 2015. Che tradotto vuol dire: i vertici europei non digeriscono granchè ulteriori 'sforamenti' anche se consapevoli che quella del terremoto è per l'Italia una vera e propria emergenza. In sostanza, fanno intendere fonti vicine alla Commissione europea, quando si accusa l'Ue di non consentire investimenti anti-sismici viene fatto del 'populismo a buon mercato'. Domani sapremo come andrà a finire la partita.  
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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