L'India fa la guerra al porno: bloccati 850 siti

04 agosto 2015, Micaela Del Monte
L'India fa la guerra al porno: bloccati 850 siti
La guerra al porno è iniziata. L'India ha infatti ha ordinato ai fornitori di servizi Internet e agli operatori di telecomunicazioni del paese di bloccare 857 siti web pornografici. 

A riferirlo è stato il media locale The Economic Times, che ha fatto notare anche che soltanto pochi operatori hanno attuato la disposizione e quindi molti popolari siti 'hot' sono ancora accessibili. La censura è stata ordinata in base all'articolo 69A della legge indiana sull'Information Technology (IT Act) che conferisce al governo ampi poteri sul controllo di internet.

Ovviamente sui i social network gli utenti si sono scatenati lamentandosi della mossa "conservatrice" e "pudica" del governo nazionalista indù, dicendo che va contro la posizione della Corte Suprema a tutela del diritto degli adulti di accedere a Internet. La petizione originale, che ha portato alla sentenza della Corte Suprema il mese scorso, sosteneva che i crimini contro le donne e i bambini sono influenzati dalla proliferazione di siti porno, che si stima siano circa 40 milioni. 

Guardare porno è legale in India, anche se la distribuzione e la vendita di materiale pornografico è illegale.

"La direttiva è arrivata dopo che la Corte Suprema lo scorso mese si è espressa sul blocco dei siti pornografici avanzato in un ricorso di un avvocato", ha detto un funzionario che ha chiesto l'anonimato, aggiungendo che lo scopo è quello "di attenersi alle osservazioni giudiziali e di proteggere il tessuto culturale della società". Tuttavia, ha insistito il funzionario, non si tratta di divieto in quanto molti di questi siti web sono ancora disponibili tramite VPN (reti private virtuali) e server proxy. "Si tratta di un provvedimento provvisorio finché il governo non emanerà un quadro normativo, che potrebbe includere diverse misure tra cui la consapevolezza di massa", ha concluso.
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