Un "guardone"... Maxxi: ecco cosa faceva l'addetto alle pulizie con il telefonino

04 agosto 2016 ore 8:32, Adriano Scianca
Era lo scorso maggio quando una studentessa americana in visita al Maxxi si è recata alla toilette del museo progettato da Zaha Hadid e ha visto spuntare tra i suoi piedi, sotto la porta, un telefonino attaccato a un bastone da selfie. La ragazza ha subito lanciato l'allarme, facendo accorrere le guardie giurate che, arrivate in pochi istanti sul posto, hanno colto in flagrante l’addetto alle pulizie seduto nel gabinetto adiacente a quello della statunitense. La giustificazione che lo smartphone non fosse suo non ha retto: sin dai primi accertamenti è risultato nella sua disponibilità.

Un 'guardone'... Maxxi: ecco cosa faceva l'addetto alle pulizie con il telefonino
Sono poi state eseguite delle perquisizioni a casa sua, e lì si è scoperto che il voyeurismo era per l'addetto alle pulizie una vera e propria ossessione, tale da spingerlo a collezionare migliaia di immagini rubate di donne in intimità. Ora l’uomo, 40 anni, è indagato con l’accusa di violenza privata ma gli viene contestata anche la detenzione di materiale pedopornografico, dato che nella mole di foto e video compromettenti rinvenuti nel pc ci sono anche riprese dove sono immortalate delle minorenni. Il pm Maurizio Arcuri dispose le perquisizioni in casa dello spione e a distanza di ventiquattrore fu licenziato dalla direzione del museo. Il fascicolo è poi passato a un magistrato che si occupa di reati sessuali, Tiziana Terracina. 
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