Meningite, per il ministro Lorenzin "l'unica difesa è il vaccino"

04 agosto 2016 ore 15:00, Adriano Scianca
Il ministero della Salute vigila sul caso della diciannovenne romana morta di meningite al ritorno dalla Giornata mondiale della Gioventù: "Il ministero sta vigilando su tutti i contatti avuti dalla ragazza. A queste persone si fa una profilassi antibiotica di due giorni". Nel nuovo Piano Nazionale Vaccini "sono consigliati anche quelli per la meningite e questo l'unico modo che si ha per difendersi, quindi si consiglia vivamente di far vaccinare di bambini": lo ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin a margine dell'incontro in Conferenza delle Regioni. Il tema della meningite, "come dico da anni, è un tema molto serio", ha sottolineato. 

Intanto si riaccendono i riflettori su una patologia diffusa, anzi molto diffusa come dimostrano i casi in Toscana. La domanda ricorrente è come salvarsi e salvare le persone colpite? Intanto è bene sapere esattamente cosa è la meningite: è un’infiammazione delle membrane di rivestimento del sistema nervoso centrale, ovvero le meningi, che custodiscono cervello e midollo spinale. Essenzialmente sono due le forme di meningite: una batterica, l’altra virale. E in entrambi i casi, dicono i medici, possono portare alla morte del paziente. Come si contrae la meningite? Il contagio avviene per via aerea ma va detto che deve trattarsi di un contatto molto stretto con la persona che è già colpita dall’infezione. Sono gli specialisti del Bambino Gesù di Roma a indicare cosa è meglio fare: “Nella prima fase della malattia, le prime 7-10 ore, i sintomi sono quelli di una normale influenza. Dopo 10 ore le manifestazioni cominciano a diventare più caratteristiche: mal di testa molto intenso, rigidità del collo e febbre elevata. Nell’ultima fase, tra le 20 e le 36 ore si presentano i sintomi gravi e tipici della meningite: perdita di conoscenza, convulsioni, macchie sul corpo”.

Meningite, per il ministro Lorenzin 'l'unica difesa è il vaccino'
Come fare profilassi in caso di contatto con una persona colpita da meningite? Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e malattie infettive dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, spiega che nel caso specifico, “è possibile proteggersi con una profilassi d’emergenza, ovvero con una terapia antibiotica specifica per il tipo di germe responsabile, su prescrizione dell’autorità sanitaria. La profilassi avviata entro le 48 ore dal contatto è efficace e sicura. Tuttavia quanto più precoce è il trattamento, tanto maggiori sono le probabilità che abbia successo e che la malattia guarisca senza esiti. Purtroppo le meningiti sono malattie molto gravi e anche quando la diagnosi viene fatta tempestivamente, e la terapia antibiotica praticata subito e in maniera adeguata, la possibilità di guarire completamente è inferiore al 50%”. 
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