Bce conferma lenta ripresa e rischi: "pronti a intervenire"

04 agosto 2016 ore 11:18, Luca Lippi
"L'incertezza resta alta e i rischi al ribasso sono ancora significativi a causa del persistente stato di fragilità dell'economia globale e degli sviluppi geopolitici", ha affermato Mario Draghi. Prosegue il presidente della Bce: "Monitoreremo da vicino l'evoluzione delle prospettive per la stabilità dei prezzi. Siamo pronti ad agire utlizzando tutti gli strumenti a disposizione nell'ambito del nostro mandato, se necessario, per raggiungere i nostri obiettivi.
Questo è quanto disse il 21 luglio Mario Draghi a Francoforte dove si è svolta la riunione del board della Banca Centrale Europea . Le parole del presidente si replicano nelle ultime ore.
La Bce è pronta ad agire ricorrendo a “tutti gli strumenti disponibili” per conseguire i suoi obiettivi. Questo si legge nel bollettino mensile dell’istituto di Francoforte. “Data la situazione di incertezza - sottolinea la Bce - il Consiglio direttivo continuerà a seguire con grande attenzione gli andamenti economici e dei mercati finanziari e a salvaguardare la trasmissione dell’orientamento accomodante della sua politica monetaria all’economia reale”. 
Nei prossimi mesi, si legge ancora nel bollettino, “mano a mano che si renderanno disponibili maggiori informazioni, comprese le nuove proiezioni degli esperti, il Consiglio direttivo potrà meglio riesaminare le condizioni macroeconomiche sottostanti, gli andamenti più probabili dell’inflazione e della crescita e la distribuzione dei rischi attorno a tali andamenti. Se necessario per il conseguimento del suo obiettivo, esso agirà ricorrendo a tutti gli strumenti disponibili nell’ambito del suo mandato”.
Tra gli obiettivi della Bce c’è proprio l’inflazione al 2%. “È probabile che i tassi restino molto bassi nei prossimi mesi e che poi risalgano nel prosieguo del 2016 per motivi in larga parte riconducibili agli effetti base del tasso di variazione sui dodici mesi dei corsi dell’energia”. Ma, ha aggiunto la Bce, con il sostegno di “misure di politica monetaria e dell’atteso recupero dell’economia, i tassi di inflazione dovrebbero aumentare ulteriormente nel 2017 e nel 2018”. 

Bce conferma lenta ripresa e rischi: 'pronti a intervenire'

Tradotto:  la Bce lascerà invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principale al minimo storico dello 0%. Per le operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca Centrale i tassi di riferimento restano rispettivamente allo 0,25% e al -0,40%. La previsione è che questi tassi rimarranno invariati ben oltre la conclusione del piano di acquisto titoli. Il piano è confermato a 80 miliardi al mese, e sarà portato avanti almeno fino al marzo 2017. Eventuali estensioni del programma saranno prese in considerazione solo nel caso si renda necessario per riportarel'inflazione all'obiettivo del +2%.
Riguardo l’inflazione per l’anno in corso, possiamo anche scordarcela, l’andamento è troppo debole per sperare che possa avere un sussulto nell’ultimo trimestre, per gli anni a seguire vedremo.
La politica monetaria ultra espansiva di Mario Draghi troverà un vero limite nelle politiche fiscali dei Paesi dell’Eurozona. L’elevato livello di indebitamento pubblico di questi ultimi (specialmente i periferici) pone un freno alle politiche fiscali e quindi all’emissione di ulteriore debito (nuove obbligazioni) che vada a soddisfare la domanda della Bce. 
E quindi  “fare tutto il possibile” significa che la Bce acquisterà obbligazioni private (lo ha già fatto), e non per sostenere le aziende di maggior impegno occupazionale e produttivo, ma per assenza di obbligazioni rappresentative del debito pubblico.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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