Libia-Sigonella, Di Stefano (5S): "Usa vogliono riaffermarsi in Medio Oriente. Governo si è piegato"

04 agosto 2016 ore 12:46, Lucia Bigozzi
“La decisione della Pinotti e del governo è inconcepibile per il Parlamento italiano: per tre anni hanno detto no alla guerra senza mandato Onu e ora si piegano alla decisione degli Usa”. Duro il commento di Manlio Di Stefano, capogruppo dei 5Stelle in Commissione Esteri, sull’ok all’utilizzo di Sigonella per i raid americani sulla Libia. Nella conversazione con Intelligonews parla anche i rischi per l’Italia… 

Sigonella ieri e oggi: come valuta la decisione del governo annunciata dal ministro Pinotti? 

"La decisione della Pinotti per me è inconcepibile e siamo assolutamente contrari, ma dal suo punto di vista ha senso: se tu sei un governo che ha scelto di piegarsi a ogni decisione degli Stati Uniti, allora fai questo. Noi crediamo, tra l’altro, che una decisione del genere sia un'offesa al Parlamento italiano perché il ministro degli Esteri Gentiloni, ma anche la stessa Pinotti, hanno ribadito per tre anni che la linea sarebbe stata quella dell’Ue e dell’Onu, quindi del programma in tre fasi per stabilizzare la Libia e che non saremmo entrati in guerra senza quantomeno, un mandato dell’Onu e del Parlamento italiano, poi dalla sera alla mattina si sono svegliati e hanno deciso di appoggiare gli Stati Uniti".

Secondo lei perché? Cosa c’è dietro?

"Dietro c’è la voglia degli Stati Uniti di riaffermarsi in Medio Oriente perché in questi ultimi anni nel mandato Obama sono scomparsi dalla questione mediorientale, grazie a un’ottima politica estera di Putin - dico ottima riferendomi alla politica, poi nel merito potremmo valutare tutto – e una pessima politica del presidente americano. Certo è che il gioco politico di alcuni Paesi non può inficiare la stabilità del Medio Oriente e noi siamo contrari anche per questo e perché tutto quello che nasce come contraddizioni e problemi reali li viviamo noi che siamo nel Mediterraneo e non gli Stati Uniti". 

Libia-Sigonella, Di Stefano (5S): 'Usa vogliono riaffermarsi in Medio Oriente. Governo si è piegato'
Alla Camera avete duramente contestato l’assenza dei ministri Gentiloni e Pinotti chiamati a riferire in Commissione Esteri: perché secondo lei hanno deciso di non intervenire?

"Noi stamani siamo andati in Commissione perché non volevamo dare adito a critiche se non ci fossimo andati dopo aver saputo che i due ministri non ci sarebbero stati. Siamo intervenuti e tenuto un discorso sull’ordine dei lavori denunciando l’indignazione per l’assenza dei ministri e abbiamo abbandonato i lavori perché riteniamo che l’arroganza di questo governo è arrivata ai limiti; non solo non interroghi il Parlamento ma anche quando vai a informarlo mandi un sottosegretario mentre il ministro sta in televisione a fare le proprie disamine politiche. Renzi si deve ricordare che fino a quando non cambia la Costituzione, questa è una Repubblica parlamentare e quindi come tale è il Parlamento che dà le direttive al governo, non viceversa. Per questo non siamo stati lì e ce ne siamo andati. E’ una delle tante violazioni che stiamo vivendo da quando c’è il governo Renzi". 

Quanti rischi ci sono per l’Italia a livello di ritorsioni da parte dell’Isis per aver concesso agli Usa l’uso delle basi militari per i raid in Libia? 

"E’ evidente che la Francia, ad esempio, stia pagando la sua politica estera; non a caso io la paragono agli Stati Uniti d’America per quanto riguarda l’Europa, con l’invasione della Libia e le altre guerre portate avanti in maniera unilaterale. L’Italia ha sempre avuto la fortuna di essere vista come il Paese della cooperazione internazionale piuttosto che della guerra e per questo in Libia avevamo, almeno fino ad ora, parecchie simpatie; io credo che questo ci metterà, quantomeno a livello di immagine, sullo stesso piano della Francia. Credo che questo sia un rischio che non dovremmo correre e del quale il governo di assume la responsabilità perché – non è l’unica motivazione, ovviamente – ma rabbia e frustrazione nei confronti di una politica occidentale di invasione fa parte del fenomeno terroristico e quindi lo potremo pagare". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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