"Ha diffuso voci": in Cina condannato a 7 anni l'avvocato Zhou Shifeng

04 agosto 2016 ore 15:09, Luca Lippi
La condanna di Zhou segna virtualmente la fine dello studio legale Fengrui che nei momenti di picco lavorativo ha impiegato quasi cento legali e che negli ultimi dieci anni era diventato un punto di riferimento sempre più popolare. 
Ha portato in tribunale casi sensibili come la vicenda del latte in polvere contaminato alla melamina nel 2008 ed è diventato famoso per aver difeso sia gli anelli più deboli della società sia dissidenti illustri come l’attivista Chen Guangcheng, l’artista Ai Weiwei e l’economista Uiguro Ilham Tohti.  
In sostanza, condanna a sette anni di carcere per l'avvocato ed ex direttore dello studio legale Fengrui, Zhou Shifeng, al centro di una serie di arresti di avvocati e attivisti nel luglio dello scorso anno. Il caso di Zhou è il terzo collegato alla vicenda a finire sotto processo questa settimana, e il secondo a concludersi con una condanna a sette anni dopo quella di ieri all'attivista Hu Shigen, anch'egli accusato di sovversione. 
Martedì scorso un pena più lieve, tre anni con la sospensiva, era toccata a un altro attivista, Zhai Yanmin, il primo attivista a finire sotto processo a un anno dall'inizio della detenzione. 
Zhou, come gli altri due, è stato processato dalla Seconda Corte Intermedia del Popolo di Tianjin. L'avvocato è stato riconosciuto colpevole di avere "diffuso voci e avere sensazionalizzato casi sensibili" ed è stato privato dei diritti politici per cinque anni. Zhou ha dichiarato che non ricorrerà in appello contro la sentenza. 

'Ha diffuso voci': in Cina condannato a 7 anni l'avvocato Zhou Shifeng

Zhou Shifeng, direttore dello studio legale, nello sconforto dichiara alla Corte: “Chiedo scusa a tutti i 90 milioni di iscritti al Pcc”, lo afferma perché la sua condanna lo considera reo di avere intrapreso una condotta mirata a “rovesciare” il Partito comunista cinese in combutta con consolati stranieri e ong. 
A testimoniaresSono stati chiamati a testimoniare due colleghi, Huang Liqun, che ha confessato in televisione mettendo in dubbio la professionalità di Zhou, e Zhai Yanmin, incriminato e condannato a tre anni. 
Di fronte ai giudici Zhou Shifeng  ha aggiunto quello che la Corte di Tianjin voleva sentirsi dire: “Ho attirato l’attenzione di consolati e ong straniere che hanno colluso con me perché si oppongono al regime socialista cinese”. Poi guardando Huang: “Mi dispiace se quello che ho fatto ha messo te e altri colleghi nei guai. Perdonami, fratello Liqun”. 
 La tv di stato Cctv lo ha descritto come “capo di una chiesa sotterranea” che mascherava sotto la facciata religiosa la volontà di accusare il governo. Huang era già stato imprigionato 20 anni per motivi politici a seguito delle proteste del 1989 di Tiananmen. Una foto lo mostra mentre tiene a battesimo il sopracitato Zhai. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]