Mezzo secolo di "Revolver": quando i Beatles lanciarono il rock psichedelico

04 agosto 2016 ore 15:29, Andrea De Angelis
I Beatles erano già i Beatles. Sia chiaro. Ma dopo Revolver loro e tutto il rock mondiale non sarebbero più stati gli stessi. Difficile dire qual è stato il miglior album. A ognuno il suo. Di certo quello uscito il 5 agosto del 1966 entra di diritto sul podio di una delle band più famose e apprezzate di tutti i tempi. A livello planetario. 

Si tratta del settimo album del gruppo. Dunque né un debutto, né una conclusione. Del resto la data parla chiaro: è il 1966. Secondo la rivista Rolling Stones, questo lavoro occupa il terzo posto di tutti gli album mai pubblicati. Non solo dai Beatles (che, però, occupano il primo posto). Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band (The Beatles) - 1967, Pet Sounds (The Beach Boys) - 1966, Revolver (The Beatles) - 1966. Questo il podio. 
Tornando al lavoro, è George Harrison ad aprire l'album con Taxman (al contrario di quanto si possa pensare, in questa canzone è Paul McCartney la chitarra solista), in cui esprime il suo disappunto nei confronti del fisco inglese. A Paul McCartney si devono invece numerosi pezzi melodici, quali Here, There and Everywhere, da lui considerata la sua migliore canzone di sempre. Ma i brani che fanno considerare Revolver un vero prototipo del rock psichedelico sono quelli di Lennon: I'm Only Sleeping, con nastri di chitarra registrati al contrario; She Said She Said, che si ispira a un trip di LSD; Doctor Robert, in cui si parla di un "dottore lisergico"; e soprattutto Tomorrow Never Knows, pezzo psichedelico per eccellenza, ispirato al Libro dei morti della cultura tibetana. 

Mezzo secolo di 'Revolver': quando i Beatles lanciarono il rock psichedelico
Infine una curiosità. Il titolo "Revolver", come anche "Rubber Soul" in precedenza, è un gioco di parole, riferito sia al revolver come tipo di pistola sia al movimento rotatorio (in originale "revolving") che compie un disco sul piatto di un giradischi. La prima, purtroppo, è ancora attuale mezzo secolo dopo. L'altro un po' meno, anche se gli amanti dei giradischi sono tanti e gelosissimi custodi, c'è da giurarlo, di un album come questo. 


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