"Mafia nelle farmacie": Zingaretti sospende 274 nuove licenze e becca insulti

04 agosto 2016 ore 17:53, Americo Mascarucci
E' scontro alla Pisana fra il Presidente della Giunta Regionale del Lazio Nicola Zingaretti e numerosi farmacisti dopo che la Regione ha annunciato verifiche antimafia su 274 concessioni per l'apertura di farmacie nel Lazio. 
I controlli, dei quali si sta occupando la Dia, sono scattati a seguito di specifiche denunce da parte di dirigenti della Regione Lazio che sosterrebbero di aver ricevuto minacce.
"Le autorità investigative - ha detto Zingaretti in Consiglio regionale - stanno svolgendo verifiche e in Prefettura c'è un tavolo. a settembre informerò sullo stato delle cose" 
La vicenda è emersa nel corso di una seduta della commissione Sanità, in cui è stato ascoltato il direttore Salute della Regione Vincenzo Panella, alla presenza del segretario generale della giunta Andrea Tardiola, e riguarda la mancata assegnazione di 274 sedi delle farmacie regionali, di cui 119 a Roma. 
Nei giorni scorsi era stato annunciato alla commissione che entro fine luglio sarebbero state firmate le assegnazioni delle sedi ai vincitori. 
Ma la Regione Lazio ha coinvolto la Dia a causa di minacce che sarebbero arrivate ai dirigenti e ai funzionari regionali che stavano seguendo la pratica. 
"Informerò a settembre sullo stato delle cose perché questa vicenda si concluda nel più breve tempo possibile - ha assicurato Zingaretti - perché non voglio che ci ritroviamo tra qualche mese in un dibattito in questa aula in cui il tono degli interventi possa essere: ma non avete vigilato sulle 274 concessioni?".
Lo scorso 1 agosto la Regione ha inoltre annunciato che era stato richiesto "al Prefetto di Roma di attivare uno specifico protocollo operativo per il contrasto alle infiltrazioni criminali attraverso un’azione preventiva e coordinata con gli organi investigativi".

'Mafia nelle farmacie': Zingaretti sospende 274 nuove licenze e becca insulti
Diversi farmacisti intervenuti alla seduta hanno contestato Zingaretti respingendo le accuse e invitando il Governatore a presentare denunce alla Procura se ritiene ci siano infiltrazioni, senza bloccare le autorizzazioni. 
I toni si sono fatti accesi e non sono mancati insulti all'indirizzo della Presidenza.
Ma Zingaretti ha replicato: "Le denunce? Le porteremo. Mica giro con le denunce in tasca. Questa idea che ventilate che c'è una cosa inventata - ha detto Ziongaretti rivolto ai farmacisti - offende chi la esprime e chi la formula, perché sono agli atti, cercate negli articoli di giornale quanto questo pericolo sia presente. Le autorità investigative non ci hanno detto che è tutta una bufala".
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