L’arcivescovo Sorrentino, da Assisi in Vaticano? Papa Francesco ha gli occhi puntati su di lui

04 aprile 2013 ore 9:30, intelligo
L’arcivescovo Sorrentino, da Assisi in Vaticano? Papa Francesco ha gli occhi puntati su di lui
di Americo Mascarucci. L’arcivescovo Domenico Sorrentino è il vescovo di Assisi-Nocera Umbra e Gualdo Tadino ed è il massimo studioso dell’economista cattolico Giuseppe Toniolo.  Ora è considerato in pole per tornare a Roma ed essere chiamato da Bergoglio a capo di un dicastero importante e prestigioso della Curia. La sua nomina a capo della grande diocesi che ha sede nella città di San Francesco avvenuta nel novembre del 2005 per volontà di Benedetto XVI fece molto rumore. Sorrentino era il segretario della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ed era considerato un fedelissimo del segretario di stato Angelo Sodano. La designazione a vescovo di Assisi fu interpretata maliziosamente come una promozione in chiave di rimozione, suggerita dal di lì a poco segretario di Stato Tarcisio Bertone, già stretto collaboratore di Ratzinger al Sant’Uffizio. Ma la vera polemica in realtà scaturì e si sviluppò su un altro aspetto. La nomina di Sorrentino fu infatti accompagnata da un motu proprio con il quale il papa revocava di fatto l’autonomia concessa ai frati del Sacro Convento di Assisi da Paolo VI, riconducendoli sotto l’autorità del vescovo diocesano e della Conferenza episcopale umbra. Ai frati fu tolta in pratica quella libertà di movimento e di azione che durante il pontificato di Giovanni Paolo II aveva permesso loro di organizzare iniziative di respiro internazionale in favore della pace, del dialogo interreligioso, dell’ambiente, senza mai consultarsi preventivamente né con il vescovo né con la Cei regionale. Aveva fatto molto discutere, ad esempio, l’accoglienza riservata nel Sacro Convento al braccio destro di Saddam Hussein, Tarek Aziz, condotto a pregare sulla tomba del patrono d’Italia nonostante avesse pochi giorni prima espresso posizioni fortemente antisemite, invocando la distruzione dello Stato d’Israele. Sorrentino dunque, fu visto dai frati come una sorta di commissario, inviato dal papa per controllare, e se necessario limitare, la libertà d'azione dei figli di San Francesco. A gettare ulteriore benzina sul fuoco delle polemiche intervenne un’intervista di Vittorio Messori al quotidiano La Stampa nella quale lo scrittore cattolico, approvando in pieno la scelta di Ratzinger, accusava i frati di Assisi di eccesso di protagonismo e di propagandare un’immagine non corretta di San Francesco. Ora Sorrentino è considerato in pole per tornare a Roma ed essere chiamato da Bergoglio a capo di un dicastero importante e prestigioso della Curia. La domenica successiva all’elezione di Francesco, Sorrentino ha concelebrato l’eucaristia ad Assisi nella cattedrale di San Rufino niente meno che con Stanislaw Dziwisz, arcivescovo di Cracovia e storico segretario di Giovanni Paolo II, che nell’omelia ha elogiato il vescovo locale ricordando la stima che il Beato nutriva per lui quando svolgeva servizio in Vaticano. Considerando che Bergoglio ha già manifestato l’intenzione di proclamare santo Wojtyla, quale migliore viatico potrebbe vantare monsignor Sorrentino?
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