Crocetta su Ingroia. Sarà ingroiato?

04 aprile 2013 ore 15:19, Francesca Siciliano
Crocetta su Ingroia. Sarà ingroiato?
Nell'uovo di Pasqua Antonio Ingroia ha trovato un bel regalo. Abbacchiato e depresso dopo la débacle elettorale, era quasi in procinto di fare “i bagaji” per emigrare in quel di Aosta. Ma... sorpresa! Il suo conterraneo nonché governatore della sua regione, Rosario Crocetta, l'ha ripreso per la giacchetta. “Ad Aosta fa troppo freddo per un uomo dal sangue caliente come il tuo – potrebbe avergli detto - resta qua, rifiuta l'incarico gentilmente offerto dal Csm: ora ti troviamo un'altra sistemazione dove il clima è più mite”.  Il presidente di Palazzo d'Orleans è salito agli onori delle cronache negli ultimi giorni soprattutto per aver “licenziato”, con tanto di calcio nel fondoschiena (e tanti saluti a mammeta) Battiato e Zichichi, rei di essere troppo impolitici e poco pragmatici. Ora, a quanto pare, sembra essere rimasto folgorato dal per niente indolente Antonio Ingroia. Fa specie che un uomo tutto d'un pezzo come Crocetta capitoli davanti ad autorevoli nomi del panorama politico, scientifico, sociale e artistico. Ma anche questa volta c'è ricascato: quello di Ingroia, checché ne dicano i detrattori, ormai è un nome di spicco. Potrebbe far gioco alla giunta regionale e alla Sicilia tutta (secondo il crocettian-pensiero). Peccato solo che i sostituti del cantante e dello scienziato siano stati già trovati, altrimenti un posticino in giunta regionale sarebbe calzato a pennello all'ex magistrato palermitano. Ma il tempo è galantuomo: in 48 ore è “uscita” la posizione ad hoc per Ingroia: “Antonio – gli avrà detto Crocetta – ora te ne vai a Roma, nell'ufficio di rappresentanza della Regione Sicilia. Ti nomino responsabile, te lo meriti proprio”. Detto-fatto. In poche ore quello che sembrava essere solo uno spiffero di Palazzo, è diventato realtà. Come l'avrà presa il magistrato? Benissimo. Appresa l'ufficialità della nomina si è prontamente dichiarato favorevole ad accettare incarico e sede. Incarico retribuito, ovviamente, ed equiparato a un qualsiasi ruolo dirigenziale della Regione (e che oltretutto gli consentirebbe di dedicarsi alla ricostruzione della sua Rivoluzione Civile). Niente male, per uno dei trombatissimi alle elezioni, diventare un ambasciatore. Avere un presidente governatore della Sicilia, la storia ci insegna, fa sempre comodo. Prendendo in considerazione il lato prettamente crocettiano della vicenda, però, non si può non notare che il governatore siciliano sembra assumere sempre più i caratteri di Kronos (un rischio per Ingroia) la divinità mitologica che impedì ai suoi figli di venire alla luce mangiandoli uno dopo l'altro, dove la ragione del rifiuto risiederebbe, secondo alcuni autori, nella loro "mostruosità". Con Battiato e Zichichi (l'uno troppo volgare, l'altro troppo alla ricerca del super-mondo) la storia sembra essersi appiattita sulla leggenda. Per esser mostri, diciamocela tutta, lo sono. Che con questo nuovo incarico il governatore siciliano non stia tentando di ingoiarsi pure Ingroia? E Ingroia, simbolo dell'etica, non sembra esser sceso troppo nell'“edonismo” mondano? Per il momento la professione di magistrato può aspettare.
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