Vi raccontiamo l'ascesa e la caduta di un plenipotenzario, Cosentino

04 aprile 2014 ore 8:03, Americo Mascarucci
Vi raccontiamo l'ascesa e la caduta di un plenipotenzario, Cosentino
Nicola Casentino
detto “Nick ‘o americano” è di nuovo in carcere per i suoi rapporti con il Clan dei Casalesi. Il politico di Casal di Principe stavolta è accusato insieme ai fratelli, imprenditori nel settore dei carburanti, di aver praticato sistemi di natura mafiosa per ostacolare la concorrenza nel comparto di pertinenza, bloccando l’autorizzazione di distributori a ditte concorrenti nell’hinterland di Caserta  e accelerando al contrario lo sblocco di iter procedurali non perfettamente regolari in favore dell’azienda di famiglia. Un’altra brusca frenata d’arresto per l’ex ras berlusconiano della Campania, ex coordinatore regionale di Forza Italia e del Pdl,  già al centro di altre inchieste per collusioni con la camorra. Amato dai suoi tanti sostenitori ed odiato dagli altrettanti suoi avversari, Cosentino a causa delle accuse di complicità con i Casalesi vide svanire la possibilità di diventare presidente della Regione Campania nel 2010, nonostante avesse inseguito questo traguardo e preparato il terreno già nel 2008, grazie al sostanzioso bottino di consensi che il Popolo della Libertà aveva conquistato alle elezioni politiche. Lungo il cammino incontrò l’opposizione di molti esponenti dell’allora Pdl, dal plenipotenziario di Fini in Campania Italo Bocchino, all’ex ministro Mara Carfagna per finire con l’attuale Governatore Stefano Caldoro, i quali però probabilmente non ne avrebbero mai ottenuto la testa da Silvio Berlusconi senza l’inchiesta della magistratura venuta alla luce proprio a pochi mesi dalla definizione delle candidature in Regione. Berlusconi dopo aver difeso a spada tratta Nick con il consueto repertorio delle inchieste ad orologeria e della persecuzione giudiziaria contro il centrodestra, dovette soccombere e chiedere al fedelissimo un passo indietro in favore dell’avversario Caldoro sponsorizzato dal duo Bocchino-Carfagna. Cosentino tentò di resistere ma alla fine dovette cedere, ancora di più dopo che certe pesanti calunnie all’indirizzo di Caldoro alimentate dalla diffusione di falsi dossier furono attribuite ad una sua regia. Alle politiche del 2013 fu sacrificato sull’altare delle “liste pulite” con Berlusconi ancora una volta costretto a soccombere al desiderio di rinnovamento, pulizia e legalità di Angelino Alfano e della maggioranza del Pdl. In seguito al divorzio fra Berlusconi e Alfano, grazie ai buoni uffici di Denis Verdini tentò di riprendere il controllo di Forza Italia in Campania attraverso la nomina a coordinatore di un proprio fedelissimo. Solo che stavolta a sbarrargli la strada non ha trovato soltanto la Carfagna e Caldoro ma soprattutto la compagna del Cavaliere Francesca Pascale, che è riuscita ad imporre un coordinatore di sua fiducia, Domenico De Siano sgradito a Nicolino. Nick però non si è perso d’animo e ha provato a mostrare i muscoli a Berlusconi, radunando i fedelissimi e lanciando il movimento “Forza Campania” con l’obiettivo, da un lato di dimostrare a Silvio che senza i suoi voti il partito non va da nessuna parte e dall’altro di scaldare i motori in vista delle regionali del 2015. Peccato che ancora una volta la magistratura sia intervenuta rovinandogli la festa. Appena ha provato a rialzare la testa Nick ‘o americano l’ha dovuta subito riabbassare. Lui ha sempre proclamato la sua innocenza, sostenendo che l’unica colpa che può essergli attribuita è di essere nato a Casal di Principe dove tutti sono parenti di tutti e dove almeno uno in famiglia qualche legame di parentela con i Casalesi ce lo deve avere per forza. Chissà se pure l’ex prefetta di Caserta, accusata di pressioni indebite insieme a Cosentino su un sindaco per far rimuovere il capo dell’ufficio tecnico del Comune colpevole di aver concesso un’autorizzazione ad un’impresa di carburanti concorrente, ha i parenti a Casale?  
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