Croci e delizie di Renzi: dalla corruzione alla poltrona di Delrio

04 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Croci e delizie di Renzi: dalla corruzione alla poltrona di Delrio
Croci e delizie ai tempi del renzismo e nel tempo pasquale. Da Palazzo Chigi Matteo Renzi dirige il traffico del governo, degli alleati, della politica, del parlamento. Paletta e fischietto alzati per dare lo stop o il via libera, taccuino alla mano per dispensare “multe”, a destra e a sinistra. Dalla Direzione Pd alla Pasqua, Intelligonews mette in fila le croci e le delizie del “Renzi-pigliatutto”.

CROCI. Ne ha un po’ sul suo cammino, anche se Renzi sembra non curarsene più di tanto, consapevole del vantaggio accumulato rispetto a una politica che lo rincorre e talvolta arranca. Eppure la strada non è in discesa. 

Le minoranze dem aspettano Renzi alla prova dell’Aula per quella che alla fine è e resta la “madre di tutte le battaglie”: la legge elettorale. Il 27 aprile è la data fissata nell’agenda dei lavori di Montecitorio e per quel giorno o si trova una mediazione oppure sarà resa dei conti, anzi dei voti. Vero è che alla Camera Renzi può contare su numeri sicuri rispetto agli equilibri ballerini del Senato, ma è altrettanto vero che senza un punto di caduta tra dissidenti e renziani, in Aula rischia di finirci non solo l’Italicum ma anche il destino del Pd. 

A Intelligonews Pippo Civati, dopo aver disertato la Direzione nazionale che all’unanimità ha votato la linea del leader perché i “ribelli” non hanno votato, tuona così: “La minoranza non si fa umiliare”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche se con alcuni distinguo rispetto a Civati, il senatore Corradino Mineo respinge quelle che definisce “offerte untuose” e rilancia la battaglia parlamentare senza se e ma, mentre il reziano Emanuele Fiano a Intelligonews dà la sua lettura sull'Italicum 2.0.

Dall’opposizione partono missili terra-aria anche sulle altre “croci” di Renzi: il dossier corruzione con il caso Ischia che in settimana irrompe sulle cronache e porta in carcere il sindaco dell’isola e il valzer delle poltrone governative dopo le dimissioni di Lupi sul quale si innesta anche la questione dei rapporti con Ncd. Nei ranghi grillini la linea è durissima. La parlamentare Roberta Lombardi si domanda (e si risponde) perché Renzi non faccia subito un decreto sulla lotta alla corruzione visto che coi decreti ha una certa dimestichezza, anziché portare al Senato un disegno di legge (che mercoledì lo ha approvato) che ha tempi e procedure ben diverse. Il collega Carlo Sibilia si concentra sulla nomina di Graziano Delrio ministro alle Infrastrutture per dire che “cambiano le poltrone ma il metodo Renzi resta”. 

NCD-PD: la strana coppia. Destino di governo e di legislatura non senza “croci”. Renzi assegna il dicastero di Porta Pia al renzianissimo Graziano Delrio (che lascia la casella alla Presidenza del Consiglio), non ad un esponente del partito di Alfano per il quale, semmai, è pronto un ministero “minore”, quello degli Affari Regionali e per di più senza la delega dei fondi europei (che resta al neo-ministro). Situazione che amplifica le fibrillazioni interne, con il “caso De Girolamo” a testimoniarlo. Poltrona di capogruppo in bilico? Lo vedremo nei prossimi giorni; certo è che la "pasionaria" parlamentare non ha nascosto le critiche, dure, sulla linea del partito nei confronti del premier e per questo si sarebbe attirata gli “strali” di Palazzo Chigi. 

Se Nicolò Mardegan coordinatore di Ncd a Milano non usa giri di parole quando dice che “siamo alle purghe di un partito monarchico”, il senatore Roberto Formigoni considera “eccentrica” la posizione della De Girolamo e inaccettabile la “prova muscolare” di Renzi.

DELIZIE. La prima è recentissima: Graziano Delrio nella poltrona (poco morbida) delle Infrastrutture nel bel mezzo di una nuova tempesta giudiziaria sulla corruzione (Ischia). Una maggioranza a geometrie variabili, i dati macro-economici messi lì tutti in fila come una congiuntura astrale particolarmente propizia (petrolio, euro, QE), il decisionismo che affascina molti, rompe equilibri, relazioni. L’uomo del fare, insomma che non guarda in faccia nessuno e non si ferma davanti a niente. Ma lo specchio suggerisce prudenza, perché il tempo della delizia può diventare quello della “croce”. Al netto dei "gufi"...

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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