Spesometro 2016 per i 'soggetti Iva': scadenza del modello per l'Agenzia delle Entrate (e sanzioni)

04 aprile 2016 ore 10:23, Luca Lippi
Sta passando senza la sufficiente attenzione la questione dello spesometro e questo potrebbe creare qualche spiacevole sorpresa per chi è meno attento. Dobbiamo per servizio ricordare a tutti i soggetti passivi Iva, coloro che liquidano l’Iva mensilmente, che inviare il modello di comunicazione polivalente è un obbligo e deve essere inoltrato entro lunedì prossimo (11 Aprile).
L’adempimento impone a tutti i contribuenti soggetti passivi Iva di comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate le operazioni rilevanti ai fini Iva effettuate nell’anno di riferimento attraverso il “modello di comunicazione polivalente” appunto.
Anche i soggetti Iva trimestrale devono adempiere all’obbligo e la scadenza è il 20 aprile.
La comunicazione polivalente è il cosiddetto “spesometro” e riguarda le operazioni di specifica rilevanza ai fini dell’Iva. Specificatamente si è obbligati a comunicare tutte le operazioni che sono documentate con fattura senza alcun tetto di importo. Per le operazioni che non sono documentate da fattura, la comunicazione deve riguardare tutte le transazioni di importi pari o superiori a 3.600 euro (Iva inclusa).

Spesometro 2016 per i 'soggetti Iva': scadenza del modello per l'Agenzia delle Entrate (e sanzioni)
Ricordiamo che per il 2014 era stato concesso un esonero parziale che consentiva ai commercianti al minuto ed alle agenzie di viaggio di escludere dalla comunicazione le operazioni di importo inferiore ad € 3.000,00 al netto dell’Iva, anche se documentate da fattura, tale esonero non è stato previsto (al momento) per l’anno 2015. Chiedere dunque a chi si occupa professionalmente della contabilità dell’aggravio degli obblighi comunicativi.
Si ricorda che sono esonerati dall’obbligo della comunicazione oggetto della disamina coloro i quali si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità e del regime forfettario.
 Risultano, poi, escluse dall’obbligo della comunicazione tutte le operazioni già comunicate ed in possesso dell’Agenzia delle Entrate quali: le importazioni e le esportazioni; le operazioni già comunicate all’anagrafe tributaria, quali servizi di energia elettrica e di telefonia; le operazioni effettuate o ricevute nei confronti di contribuenti residenti o aventi sede nei Paesi Black list; le operazioni intracomunitarie già comunicate con il modello Intrastat; tutte le operazioni fuori dal campo di applicazione dell’Iva e tutti i contribuenti che optano per la trasmissione telematica delle fatture emesse e ricevute.

La comunicazione polivalente può essere facoltativamente effettuata in forma analitica o aggregata, con obbligo, tuttavia, della forma analitica qualora vi siano stati: 

1) acquisti da operatori della Repubblica di San Marino; 

2) cessioni e/o acquisti con produttori agricoli esonerati. La scelta della modalità di comunicazione deve essere, poi, mantenuta per l’intero anno e/o qualora dovessero esserci invii sostitutivi e/o annullamenti della comunicazione stessa.

La forma analitica prevede la comunicazione dei dati di seguito elencati. Per le operazioni documentate da fatture, indipendentemente dall’ammontare: l’anno di riferimento; la partita IVA o il codice fiscale del cliente/fornitore.
In particolare, per ogni fattura emessa sarà necessario indicare: la data di emissione; l’imponibile; l’imposta o l’eventuale dettaglio della non imponibilità; la data di registrazione. 

Per ogni fattura ricevuta sarà obbligo inserire: la data di registrazione, l’imponibile, l’imposta o l’eventuale dettaglio della non imponibilità o esenzione, la data del documento. Per le operazioni non documentate da fatture (indicando solo gli importi superiori ad € 3.600,00 al lordo dell’iva) dovranno essere comunicati: l’anno di riferimento ed il codice fiscale dell’acquirente e/o committente.

Con la forma aggregata, i dati richiesti dalla comunicazione, per ogni operatore, distintamente per le fatture emesse e ricevute sono: la partita iva o in mancanza il codice fiscale; il numero delle operazioni rese o ricevute; l’importo totale delle operazioni imponibili; l’importo totale delle operazioni fuori campo Iva; l’importo totale delle operazioni non imponibili ed esenti, l’importo totale delle operazioni senza esposizione dell’iva; l’importo totale delle note di variazione. È poi necessario indicare le operazioni avvenute con (e da) soggetti non residenti.
La mancata comunicazione del modello o l’invio dello stesso con dati incompleti e/o inesatti, comporterà in capo al contribuente la sanzione amministrativa da € 250,00 a € 2.000,00. È però, possibile avvalersi del c.d. ravvedimento operoso, inviando il modello mai comunicato oppure sostituendo quello preesistente ma inesatto e versando una sanzione ridotta avvalendosi del modello F24, indicando l’anno di riferimento della comunicazione e il codice tributo 8911.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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