Tempa Rossa, la Boschi evoca i poteri forti: "Siamo noi i nemici delle lobby"

04 aprile 2016 ore 13:40, Americo Mascarucci
Il Governo Renzi non ci sta a finire sul banco degli imputati per lo scandalo Total, quello che nei giorni scorsi ha provocato le dimissioni del Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi.
Le opposizioni, Movimento 5Stelle e centrodestra, hanno presentato una mozione di sfiducia all'Esecutivo per la vicenda del noto emendamento "Tempa Rossa" di cui l’ex ministro Guidi parlerebbe nelle intercettazioni telefoniche con il compagno direttamente interessato alla vicenda. 
Renzi che ha accettato le dimissioni della Guidi per ragioni di opportunità si è presentato ieri nel programma In Mezz’ora di Lucia Annunziata per replicare agli attacchi degli avversari e assumendosi in prima persona la responsabilità dell’emendamento che ha sbloccato le opere presso l’impianto Total "Tempa Rossa" in Basilicata fermo da anni. 
"C'è il presidente del Consiglio che è coinvolto, se questo è il tema – ha detto Renzi -  ho scelto io di fare questo emendamento, lo rivendico per forza. Le opere pubbliche sono state bloccate per anni e l'idea di sbloccare le opere pubbliche l'abbiamo presa noi per Tempa Rossa, per Pompei, per Bagnoli e per altre opere". 

Tempa Rossa, la Boschi evoca i poteri forti: 'Siamo noi i nemici delle lobby'
Renzi ha scaricato la Guidi ma difende a spada tratta la fedelissima Maria Elena Boschi chiamata in causa nell'intercettazione telefonica dall'ex ministro con il compagno.
Lo sblocco di Tempa Rossa dunque a detta di Renzi rientrerebbe a pieno titolo nella strategia del Governo di sbloccare le opere pubbliche paralizzate e non c’entra assolutamente nulla il fatto che il compagno della Guidi fosse "interessato" come manager all'operazione. 
I 5Stelle hanno accusato il Governo di essere al servizio delle lobby. 
Renzi non ci sta e ribatte: "Ci dicono che siamo quelli delle lobby quando noi abbiamo fatto la legge sui reati ambientali, introdotto le pene sull'anticorruzione. Dire che noi siamo quelli delle lobby a me fa, tecnicamente parlando, schiattare dalla risate". 
Renzi dunque è pronto ad assumersi in prima persona la responsabilità dell’operazione dichiarandosi pronto ad farsi interrogare dai magistrati che stanno indagando sulla vicenda pur di non abbandonare la Boschi. Stesso copione che si è visto con la vicenda delle banche.
 Ma neanche la Boschi è rimasta in silenzio. Intervistata da La Stampa il ministro ha replicato:  
"Posso sbagliare ma non in malafede. Forse incapaci ma mai disonesti. I poteri forti sono contro di noi" si è difesa confermando di non aver mai conosciuto il compagno dell’ex ministro Guidi. "Noi abbiamo fatto soltanto la cosa giusta per l’Italia - ha spiegato - sbloccando un provvedimento fermo dal 1989. Intorno alle opere pubbliche si muovono interessi è ovvio ma non per questo si deve bloccare tutto perché così il Paese muore". 

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]