Bonus bebè 2016 e "requisiti-figli": chi ha diritto ad ottenerlo

04 aprile 2016 ore 11:36, Luca Lippi
La legge di stabilità prevede l’assegno di natalità (bonus bebè) per ogni figlio nato tra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 e fino ai tre anni dall'ingresso del figlio adottivo nel nucleo familiare in caso di adozione. L’importo è di 80 euro mese per i primi tre anni di vita, il bonus non è soggetto a tassazione (non è necessario inserirlo nella dichiarazione dei redditi) e si può richiederne la prestazione dal giorno successivo la nascita o l’ingresso in famiglia per l’adottivo.
Hanno diritto al bonus i figli di cittadini italiani o comunitari oppure i figli di cittadini di Stati extra UE con permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo residenti in Italia.

Bonus bebè 2016 e 'requisiti-figli': chi ha diritto ad ottenerlo

Attenzione! Il bonus non è per tutti, bisogna fare riferimento ad alcune specifiche categorie reddituali per individuare la possibilità di accesso alla concessione governativa. In buona sostanza ha diritto a richiedere l’assegno pari a 960 euro annui totali, da corrispondersi in 12 rate mensili, e spetta alle famiglie che hanno un Indicatore della situazione economica equivalente (Isee) non superiore ai 25.000 euro annui. Per i nuclei che hanno invece un ISEE che non supera i 7.000 euro annui, l'importo annuale dell'assegno di natalità raddoppia.
La domanda deve essere presentata all’Inps per via telematica accedendo al sito dell'Istituto nazionale di previdenza (www.inps.it); anche in questo caso è necessario possedere un Pin ottenibile seguendo le istruzioni che si trovano sul sito stesso. La registrazione consente di ricevere le credenziali necessarie per ottenere il Pin, tuttavia, per chi non avesse la possibilità o la destrezza per utilizzare la tecnologia in autonomia, può rivolgersi al patronato di zona oppure contattare il “Contact center” integrato tramite il numero verde 803.164 gratuito da rete fissa o lo 06 164.164, numero da rete mobile non gratuito.
Se dovesse divenire, come anticipato dalla Lorenzin lo scorso anno, una misura strutturale ed estesa ai primi cinque anni di vita del bambino, ogni anno le famiglie riceverebbero ben 960 euro. E poiché il bonus bebè non concorre alla formazione del reddito, il contributo è cumulabile ad altre forme di sostegno previste dal Governo, compresi gli 80 euro di Renzi, non è biasimabile la posizione dell’Ue in questo caso quando rimprovera all’Italia di usare la flessibilità con eccessiva disinvoltura e senza produrre una reale politica strutturale di rilancio dei consumi. 

autore / Luca Lippi
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