Renzi ha il 2016 "contato": quando e perché si tornerà a votare

04 aprile 2016 ore 12:23, Americo Mascarucci
Elezioni anticipate all'orizzonte? Governo tecnico in arrivo?
Queste ipotesi si stanno facendo strada nelle ultime ore in seguito all'acuirsi dello scontro sullo scandalo "Tempa Rossa", che ha provocato le dimissioni dell'ex ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi.
Tutto è nato dalla pubblicazione dell'intercettazione telefonica fra la Guidi e il compagno, manager nel settore petrolifero in cui l'ex ministro parla dell'emendamento che il Governo sarebbe in procinto di presentare per sbloccare i lavori fermi da anni presso l'impianto Total in Basilicata. La Guidi ha rassegnato le dimissioni per "ragioni di opportunità", subito accettate dal premier Renzi ma questo non è bastato a spegnere l'incendio. Perché nell'intercettazione incriminata l'ex ministro riferirebbe anche di un interessamento del ministro Maria Elena Boschi per inserire e far approvare l'emendamento.
E se Renzi senza troppi complimenti ha "scaricato" la Guidi, per ciò che riguarda la Boschi è pronto, come per l'affaire banche, ad andare allo scontro contro tutto e contro tutti.

Ieri tuttavia ha fatto molto discutere la dichiarazione rilasciata al programma In Mezz'ora di Lucia Annunziata dove Renzi ha dichiarato: "Ho scelto io di fare l’emendamento e lo rivendico con forza. Se i magistrati vogliono mi interroghino"
In sostanza il Premier non si limita a difendere la Boschi ma si assume in prima persona la responsabilità dell'emendamento "Tempaa Rossa" motivandolo ovviamente con l'esigenza di far "ripartire il Paese, sbloccando opere pubbliche ferme da anni". Non c'entrerebbero nulla né il ministro Guidi, né il suo compagno ma tutto rientrerebbe nell'ambito di quella strategia decisionista che il Governo sta portando avanti per "sbloccare il Paese".
Renzi ha il 2016 'contato': quando e perché si tornerà a votare
Ma che c'entra il riferimento all'inchiesta di Potenza e quell'invito ai magistrati ad essere interrogato? E qui ovviamente le ipotesi si sprecano. Il Premier, quasi in perfetto stile berlusconiano, teme di ritrovarsi "affossato" dalle azioni giudiziarie delle Procure e ha deciso così di mettere le mani avanti? Di farsi avanti lui prima che siano gli inquirenti a chiamarlo in causa? Probabile, altrimenti perché "invitare" i magistrati ad interrogarlo nel momento in cui, almeno fino ad ora, nessuno ha parlato di esponenti del Governo indagati? 
Altro particolare inedito. Renzi ha annunciato querele contro gli esponenti del Movimento 5Stelle che sono intervenuti sull'affaire Guidi. Anche il vicepresidente della Camera Luigi di Maio sarà con ogni probabilità fra i denunciati da Renzi per aver parlato di "Governo asservito alle lobby del petrolio". Eppure di accuse del genere i grillini ne hanno lanciate a iosa negli ultimi anni, dentro e fuori le aule parlamentari, e anche di più pesanti di questa. Renzi non soltanto non ha mai annunciato querele ma si è mostrato sempre del tutto indifferente a certi attacchi limitandosi, quasi sempre, a rispondere ironicamente.
Stavolta no, stavolta sarebbero pronte le carte bollate, nonostante al di là della veridicità delle accuse, quelle dei 5Stelle altro non sarebbero che mere posizioni politiche, pesanti quanto volete, ma comunque prevedibili e sotto certi punti di vista anche ripetitive.
Il nervosismo del Premier è palpabile, così come anche l'insofferenza per le mozioni di sfiducia contro il Governo annunciate dalle opposizioni.

Insomma la sicurezza matematica di Renzi di arrivare fino al 2018 superando anche lo scoglio del referendum costituzionale ad ottobre, starebbe cedendo il passo al timore di ritrovarsi presto "impallinato" in Parlamento e forse anche al di fuori, magari da parte proprio di quella magistratura che ieri è sembrato sfidare a viso aperto, quasi anticipando le mosse di una difficile quanto pericolosa "partita a scacchi" dagli esiti incerti.
Tutto a questo punto ruoterebbe intorno al Ministro Boschi. Renzi non è disponibile in nessun modo a "sacrificare" la sua fedelissima, anche perché se avesse voluto farlo probabilmente lo avrebbe già fatto sul caso banche. "Indebolire" la Boschi dunque equivarrebbe ad indebolire Renzi e l'intero esecutivo. 
Il tutto alla vigilia delle elezioni amministrative con le opposizioni, i 5Stelle su tutti, che non mancheranno di cavalcare "Tempa Rossa" a fini elettorali. E il centrodestra con la Lega di Salvini in testa non sarà da meno.
Un calo di consensi o la sconfitta del Pd a Roma, Milano e nelle grandi città potrebbe essere il primo colpo mortale per il Premier. Da qui poi a cascata ecco possibili ripercussioni sul referendum costituzionale (Renzi ha sempre detto di dimettersi nel caso in cui la riforma sarà bocciata) e la scissione della minoranza Dem con l'inevitabile venuta meno della maggioranza in Parlamento. Ma a breve c'è il referendum anti-trivelle con il Pd che ha annunciato l'astensione in contrasto con la sinistra del Pd.
Scenari politicamente apocalittici ma sempre più verosimili. 

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