L'infermiera di Piombino giura sui figli al primo interrogatorio: "Killer libero"

04 aprile 2016 ore 21:17, Andrea Barcariol
Al primo interrogatorio urla la sua innocenza, giurando sui figli. “Sono innocente, lo giuro sui miei due figli”. Così Fausta Bonino l’infermiera accusata della morte di tredici pazienti nell’arco temporale tra il 2014 e il 2015 nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Pisa, oggi davanti ai pm titolari dell’inchiesta. La donna, ha ribadito la propria innocenza nel corso dell’interrogatorio di garanzia andato avanti per oltre due ore nel carcere “Don Bosco” della città toscana dove l’infermiera è rinchiusa. Davanti a lei, il procuratore capo di Livorno Ettore Squillace Greco, il gip del tribunale Antonio Pirato, il pm Massimo Mannucci e il legale che assiste la donna, l’avvocato Cesarina Barghini. La Bonino non ha avrebbe avuto cedimenti o titubanze, anzi, avrebbe respinto con forza le accuse mosse a suo carico dai magistrati. Ed è lo stesso legale dell’infermiera a spiegare che la donna “ha sempre svolto il suo lavoro correttamente e adesso si trova a dover rispondere di accuse infamanti”. Per la sua assistita, oggi il legale ha chiesto gli arresti domiciliari e non la scarcerazione completa ma lo avrebbe fatto perché sarebbe preoccupata per l’incolumità di Fausta Bonino, nella convinzione che “il vero killer è ancora a piede libero”. Infine per l’avvocato Barghini ci sarebbe stata una interpretazione sbagliata delle intercettazioni. 

L'infermiera di Piombino giura sui figli al primo interrogatorio: 'Killer libero'
Lei, intanto si difende: “Non sono una killer, ma un capro espiatorio per morti inspiegabili”: così si sarebbe espressa nel colloquio con l’avvocato che l’assiste che a sua volta ha aggiunto: “La mia assistita è innocente e lo dimostrerà”. E a supporto dell’affermazione richiama la dichiarazione della Bonino quando aveva già il telefono sotto controllo che a proposito delle morti dei tredici pazienti nell’arco di un anno avrebbe commentato: “Me li sogno la notte, non è possibile che queste persone muoiono quando ci sono io”. Vicenda complessa che, pare di capire, si trasformerà ben presto in una battaglia legale e processuale senza esclusione di colpi.
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