Borghezio (Lega): “Letta alza la voce oggi, noi da anni denunciamo il potere centralista dell’Ue sull’Italia. M5S: dilettanti dell’euroscetticismo”

04 dicembre 2013 ore 16:27, intelligo
Borghezio (Lega): “Letta alza la voce oggi, noi da anni denunciamo il potere centralista dell’Ue sull’Italia. M5S: dilettanti dell’euroscetticismo”
“I nodi stanno venendo al pettine. Le denunce della Lega portate avanti in maniera coraggiosa e isolata negli ultimi dieci anni sul comportamento di prevaricazione del potere centralista europeo nei confronti del nostro e di altri paesi – tollerato oltre l’immaginabile da quasi tutta la politica italiana – si manifesta finalmente con l’atteggiamento totalmente indifendibile di questo commissario che utilizza l’importante carica che ricopre per lanciare la sua campagna elettorale in vista delle prossime elezioni europee”. Non ci gira intorno Mario Borghezio europarlamentare leghista che a Intgelligonews spiega come e cosa serve per alzare la voce con Berlino…
Onorevole Borghezio, l’Italia-scetticismo di Rehn riapre scenari eurocentrici contro l’Italia? «Mi sembra evidente che tutti i nodi stanno venendo al pettine. Le denunce della Lega portate avanti in maniera coraggiosa e isolata negli ultimi dieci anni sul comportamento di prevaricazione del potere centralista europeo nei confronti del nostro e di altri paesi – tollerato oltre l’inimmaginabile da quasi tutta la politica italiana – si manifesta finalmente con l’atteggiamento totalmente indifendibile di questo commissario che, addirittura, utilizza l’importante carica che ricopre per lanciare la sua campagna elettorale in vista delle prossime elezioni europee. Dalle parole di Rehn emerge – come spesso accade nelle riunioni di vertice del potere europeo – un malcelato disprezzo verso il nostro paese e gli interessi legittimi di cui è portatore». La replica di Letta a Rehn e le parole di Napolitano sono sufficienti a contrastare questa tendenza? «Non condivido l’elogio del presidente della Repubblica che l’amico Veneziani, con troppa generosità, fa oggi su Il Giornale. La loro resipiscenza, dopo tutto quello che abbiamo subìto, non avrà grandi effetti». Secondo la Lega quali sono i no da dire all’Europa “berlino-centrica”? «L’unica soluzione può essere un forte cambiamento di impostazione politica da parte di coloro che oggi, sulla spinta della situazione reale della nostra economia e delle emergenze sociali che dobbiamo affrontare, si rendono conto dei guasti profondi e – Dio non voglia irrimediabili – che le cosiddette politiche di austerità hanno creato in Italia. Per far questo, ci vogliono politici svincolati dall’enorme potere di condizionamento dell’alta finanza, delle banche e di coloro che hanno usato gran parte della politica italiana». La soluzione è uscire dall’euro? «Occorrono due cose: una forte contestazione nelle sedi adeguate da parte di un potere politico forte, autorevole, e in prospettiva, l’uscita dall’euro o una radicale modifica dell’attuale struttura dell’euro, mantenendo la quale, ogni speranza di ripresa economica e di via d’uscita del nostro paese dalla situazione quasi disperata in cui si trova, è pura illusione». Formigoni (Ncd) nell'intervista a Intelligonews propone un’alleanza dei paesi contrari alla linea rigorista della Germania. Condivide? «Tutte queste ipotesi e strategie non hanno senso se non sono fondate su forze politiche serie e credibili. E coloro che hanno detto ‘signorsì’ ai padroni dell’Europa non sono tali». Non c’è il rischio che l’euroscetticismo possa alimentare spinte oltranziste, penso alla Le Pen in Francia o a Grillo in Italia? «Bisogna distinguere con molta acutezza. C’è una posizione euroscettica poco credibile e poco significativa come quella espressa in Italia dai 5Stelle: sono dilettanti dell’euroscetticismo e la loro critica rimane sterile e totalmente improduttiva. In Europa abbiamo poi l’euroscetticismo poco credibile di Nigel Farage. Per condurre questo tipo di battaglie ci vogliono leader coraggiosi, con un progetto serio. Se questo emergerà nella politica italiana futura, sarà un fatto estremamente positivo e potrà aggiungersi e moltiplicare il valore, l’efficacia, di partiti e movimenti che persino in Germania stanno cominciando a correggere il tiro su come realizzare nell’interesse di tutti i popoli, il grande progetto unitario dei padri fondatori: l’Europa dei popoli, non l’Europa dei banchieri».
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