Davide contro Golia. Facebook blocca Tsu.co, ma è "censura sleale"?

04 dicembre 2015 ore 10:40, intelligo
Davide contro Golia. Facebook blocca Tsu.co, ma è 'censura sleale'?
Davide contro Golia. 

Tsu.co prova a insidiare il giardino – sterminato – di Facebook ma il patron Zuckerberg non gradisce e “banna” il competitor. Guerra fredda sui social? Pare proprio di sì. La storia è questa: Tsu.co, social network con funzioni e schema molto simile a quelli di Facebook consente di condividere video, foto e post con gli amici collegati. L’unica differenza è che, rispetto a Facebook, la piattaforma social non filtra i contenuti che vengono aggiornati e si può postare solo se invitati a farlo. Ma quello che sta attirando l’attenzione e l’interesse degli utenti della rete, è il concetto di fondo che muove e anima Tsu.co, ovvero si tratta di una piattaforma in grado di rendere più efficace la presenza sui social. Come? Semplice: ridistribuendo tra tutti gli utenti iscritti il 90 per cento dei ricavi che derivano dalla pubblicità. Mossa tattica nella “guerra” del mercato del web, studiata a tavolino dal patron di Tsu.co Sebastian Sobczak, evidentemente per “fidelizzare” gli utenti e insidiare così il colosso Facebook. 

In pratica, funziona così: sulla base dei contenuti postati e dei like ricevuti, oltre al numero di amici invitati su quel profilo, l’utente che registra un livello elevato di gradimento, può contare su un discreto guadagno. Fino a qualche mese fa, gli utenti di Tsu.co avevano la possibilità di condividere i loro contenuti anche su Facebook e Twitter  attraverso un sistema che gli addetti ai lavori definiscono di cross-posting.  Ma dal 25 settembre non è più così perché Facebook ha bloccato questa opzione ma questa sorta di “censura”, riguarda anche la menzione su Fb (pure su Instagram e Messenger) del competitor, ritenuto spam. Infatti se viene digitato sulla bacheca del profilo, compare un messaggio che lo identifica come link a rischio, cioè non sicuro. Facebook non torna indietro, nonostante le molte critiche piovute sulla rete. L’unica ragione per fare marcia indietro – fanno sapere dal quartier generale di Zuckerberg, è che Tsu.co garantisca l'esclusiva dei post pubblicati sulla propria piattaforma.  La “guerra fredda” continua, e un'analisi più approfondita vorrebbe che si parlasse di censura "sleale", chissà se un giorno qualcuno inserirà questa normativa oltre alle tante che già incrementano e burocratizzano la nostra quotidianità. 

LuBi
autore / intelligo
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