Melanoma, si sopravvive con l'immunoterapia: la storia di quel 57,7 per cento a due anni

04 dicembre 2015 ore 11:08, intelligo
Melanoma, si sopravvive con l'immunoterapia: la storia di quel 57,7 per cento a due anni
Due anni. E’ il traguardo al quale sono arrivati i ricercatori e gli specialisti dell’Istituto “Pascale”, centro di eccellenza nella lotta contro il tumore della pelle. L’esito dello studio è molto importante per dimensioni e metodo di approfondimento e verifica. Intanto va detto che all’Istituto “Pascale” sono riusciti a mettere insieme il maggior numero di persone mai registrate a livello mondiale per uno studio. L’esito ha permesso di accertare che grazie alla scoperta di una nuova molecola immuno-oncologica - il nivolumab – il 70,7 per cento dei pazienti affetti da melanoma “è vivo a un anno e, dato ancora più rilevante, il 57,7 per cento a due anni”, spiega con una punta di orgoglio Paolo Ascierto, direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative del ‘Pascale’ e presidente della Fondazione Melanoma. Il che significa aver raggiunto un nuovo traguardo nella terapia di questa malattia, dal momento che fino ad oggi, la sopravvivenza media di un paziente in stadio metastatico era stimata in sei mesi e il tasso di mortalità stimato in un anno nel 75 per cento dei casi. In pratica, la nuova molecola immuno-oncologica consente la stimolazione del sistema immunitario e lo rende capace di contrastare, reagire con più forza, al tumore. Si comprende bene, dunque, l’importanza di questa ricerca, soprattutto se si raffronta con un altro dato preoccupante che le statistiche evidenziano: il melanoma è una patologia in aumento. I dati parlano chiaro e dicono che nel 2015 sono stati registrati 11.300 nuovi casi, di questi più di mille solo in Campania. Altro dato da tener presente, il fatto che la malattia risulta in crescita costante tra i giovani: il 20 per cento delle nuove diagnosi, riguarda infatti pazienti sotto i 40 anni. 

I dati dello studio condotto dall’Istituto “Pascale” di Napoli sono stati presentati in occasione della sesta edizione del “Melanoma Bridge”, ovvero la conferenza internazionale promossa proprio dal Centro di eccellenza partenopeo e dalla Fondazione Melanoma, che in questi giorni ha riunito oltre duecento esperti provenienti da tutto il mondo. “A un anno il 44,3% dei pazienti trattati con nivolumab è libero da progressione, a 24 mesi il 39,2%. Questi dati indicano che l’effetto della terapia si mantiene nel tempo e ci fanno supporre che una percentuale simile di pazienti, vicina al 40%, possa cronicizzare la malattia. Oggi questo risultato è raggiunto dal 20% delle persone colpite”, aggiunge il professor Ascierto commentando i risultati della ricerca. Ma al “Pascale” la ricerca non si ferma qui, basti pensare che l’Istituto sta portando avanti venti studi sul melanoma, collocandosi nella comunità scientifica internazionale come punto di riferimento e di eccellenza. 

LuBi

autore / intelligo
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