Comitato, Gandolfini: "Dalla nuova piazza ai lavori in corso col ministero. Tutto su gender e ddl Cirinnà"

04 dicembre 2015 ore 12:09, Marta Moriconi
Comitato, Gandolfini: 'Dalla nuova piazza ai lavori in corso col ministero. Tutto su gender e ddl Cirinnà'
Il 12 dicembre sarà il giorno della riunione congressuale di tutti i movimenti che fanno parte del Comitato Difendiamo i nostri figli. Se da una parte Mario Adinolfi, intervistato da IntelligoNews, spera "in sussulto di ragionevolezza della politica" su temi come gender e scuola, Massimo Gandolfini che guida il Comitato focalizza i prossimi obiettivi: "Bloccare ogni percorso o forma anche surrettizio e pretestuoso di introduzione nelle scuole di ogni ordine e grado dell'ideologia di gender". Ma attenzione, nessuna guerra in atto: "Il dialogo e il confronto con il ministro e con il ministero dell'Istruzione c'è stato, anzi tengo a sottolineare che c'è stata una buona intesa e volontà di collaborazione" dichiara ad IntelligoNews. 

Gandolfini, Il 12 dicembre vi riunirete di nuovo per dire e fare cosa? Di cosa si tratta?  

"Il 12 abbiamo il congresso Nazionale, a cui sono invitati tutti i comitati locali ed è aperto a tutti i parlamentari interessati a sapere come stiamo lavorando e quali sono i nostri programmi futuri e tra questi c'è anche un'altra manifestazione in piazza".

Obiettivo?

"In realtà sono due: gender e ddl cirinnà. Vogliamo bloccare ogni percorso o forma anche surrettizia e pretestuosa di introduzione nelle scuole di ogni ordine e grado dell'ideologia di gender e dell'educazione alla sessualizzazione precoce, che fa male ai bambini secondo noi. E l'altro aspetto è il contrasto al ddl Cirinnà, per quanto riguarda l'omologazione di fatto ma non è scritta, delle unioni civili alla famiglia. Soprattutto un contrasto netto e deciso alla stepchild adoption e anche all'ipotesi del cosiddetto "affido rafforzato" che con il ddl cirinnà bis sembra venire avanti". 

In tutto questo c'è stato o è in atto un dialogo col ministro?

"Il dialogo e il confronto con il ministro e con il ministero dell'Istruzione c'è stato, anzi tengo a sottolineare che c'è stata una buona intesa e anche volontà di collaborazione, stiamo già lavorando e speriamo che i frutti corrispondano agli intenti. L'atmosfera di collaborazione c'è, ma dobbiamo aspettare che l'albero dia i frutti per passare alla verifica".  

I tempi quali sono? 

"Si vedranno i riscontri, speriamo positivi, alla fine dell'inverno e all'inizio della primavera, febbraio-marzo. Abbiamo fatto richieste molto dettagliate, è stata costituita una commissione ad hoc per elaborare delle linee guida. Per cui il lavoro è in atto. Vediamo il risultato finale". 

Il caso della professoressa transessuale Cloe ha riacceso i fari sul gender e la scuola. Ma qual è il vero punto? 

"Non credo che quel caso sia un elemento chiarificatore. Rientra nel contesto di una confusione voluta, i termini in realtà sono molto chiari. Non educherei le generazioni future ad una forma di indifferentismo assoluto. Piuttosto si tratterebbe solo di fare quello che si fa da secoli: educarli alla propria identità, che è innanzitutto biologica e sessuale e, strettamente legata a questa c'è il comportamento sociale. Sul contrastare atteggiamenti discriminatori, ghettizzanti, siamo tutti d'accordo. Le vere condizioni maggiormente discriminanti nelle scuole le sopportano i bambini obesi, poi ci saranno anche nelle medie e nelle superiori attacchi alle persone che manifestano orientamenti sessuali non in linea rispetto alla stragrande maggioranza della popolazione; per questo noi proponiamo, e lo abbiamo proposto proprio al ministero, dei percorsi di educazione civica contro tutte le discriminazioni di qualsiasi genere, dal bambino nero a quello scoliotico, da quello grasso a quello rachitico...".



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